Un secolo di festeggiamenti per la Madonna delle Grazie

Ricorrono proprio in questo anno i cento anni di festeggiamenti in onore della Madonne delle Grazie che avviene nel martedì di Pasqua. La ricorrenza si è svolta come si perpetuava anticamente proprio nella chiesetta agreste, eretta sulle macerie di una vecchia Edicola (riportata già nel catasto Gregoriano, il più antico catasto particellare piano istituito da Papa Gregorio nel 1816) scavata nella roccia distrutta intorno al 1800, che custodiva l’Immagine della Madonna, per volontà di alcuni devoti con il bene placido del Pievano Don Simmaco Virgili e del Priore Don Francesco Monti. Il tempietto era già rappresentato E’ stato scelto tale giorno dai nostri avi, proprio in riferimento alla Pasqua di nostro Signore che è morto per noi per redimerci da ogni male. Nel 1900 la vecchia Edicola fu sostituita dalla chiesetta odierna, costruita in pochissimo tempo per opera di un muratore massignanese, Di Giacomo Mario come segno di devozione e ringraziamento per ciò che gli accadde percorrendo la strada attigua alla vecchia Edicola. Infatti passando nelle vicinanze dell’Edicola di buon mattino, verso le ore 4,00 con un suo dipendente, furono oggetto entrambi di una sassaiola senza che dietro di loro ci fosse qualcuno. Questo strano evento si ripete per diversi giorni, fino a quando il Di Giacomo decise di recitare una preghiera alla Madonna delle Grazie ed il tutto cessò. Il muratore decise, a causa del fatto, di farsi promotore di una questua per ricostruire l’Edicola che versava in uno stato fatiscente e ci riuscì grazie all’aiuto della popolazione in merito di collaborazione e generosità. I lavori della chiesetta ebbero termine nel 1912 e fu benedetta dall’allora Arcivescovo di Fermo Carlo Castelli il 12 ottobre 1913 con l’attuale Immagine della Madonna delle Grazie, realizzata dall’artista Costanzo Angellotti di Napoli. Dalla sua costruzione fino ad oggi la chiesetta ha subito diverse ristrutturazioni: nel 1990 il comitato promosse un intervento sommario conservativo effettuato da Uliassi Vincenzo. Il 31 maggio del Giubileo dell’anno 2000, l’Immagine della Madonna fu incoronata da Mons. Cleto Bellucci nella chiesa di S.Giacomo Maggiore in una cornice floreale di rose. Nell’anno 2008, la struttura è stata completamente consolidata, rinnovata nel tetto con nuove capriate e ritinteggiata sia internamente che esternamente . Tutto ciò, è stato reso possibile grazie a due anonimi benefattori massignanesi. Il tema delle celebrazioni di questo anno è stato: “C’è una Madre che ama, pensa e aiuta tutti i suoi figli. È la Madre che Gesù ci ha donato”. I festeggiamenti, sono stati molto sentiti dalla Comunità cristiana per la ricorrenza dei cento anni, dove accorrevano già fedeli anche dei paesi limitrofi a partire dal 1901 e viene ricordata per la realizzazione di un ampio spazio antistante con staccionata, area donata da parte della signora Giuseppina Perozzi. La festa è iniziata in mattinata al suono festoso delle campane e scoppio di tonanti, con le celebrazioni delle S.Messe secondo l’orario festivo. Nel pomeriggio processione con la Sacra Immagine con partenza dalla chiesa di S.Giacomo Maggiore con arrivo nella chiesetta, chiamata affettuosamente dai massignanesi Madonnetta, accompagnata dalla Banda di S.Caterina di S.Elpidio a Mare (FM). La S.Messa è stata celebrata all’aperto nel nuovo piazzale posto ad ovest della chiesa, animata dal Coro ”Gens”. Per l’occasione al termine della S.Messa in onore alla Madonna è stato dedicato il canto “Mamma” di Beniamino Gigli, come gratitudine nei confronti di una Madre che intercede attraverso il Padre che tutto può per i suoi figli. Al termine un momento ricreativo con panini di porchetta e lonza con bevande per tutti offerte dal comitato festeggiamenti. Inoltre ci sono stati momenti di intrattenimento musicali e giochi popolari. La Comunità cristiana devota alla Madonna delle Grazie, ringrazia tutti coloro che hanno dedicato un po’ del loro tempo per la nostra Madre che da lassù ci guarda, ci protegge e ci vuole particolarmente bene come lo ha voluto al proprio figlio.

Luigver

 

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