Un libro in regalo

di Mario Pulicelli

Il Natale per me sta di casa in libreria. Mi piace passare da un negozio all’altro alla ricerca del miglior libro per ognuno. Ma prima di farlo, metto in ordine il mio comodino. E poi cerco di affrontare la libreria di casa.

Per ogni regalo, di solito ogni anno, parto dalle mie letture. O almeno da quelle che mi ricordo. Cercando di trovare abbinamenti gustosi per regalare qualche ora di riflessione e piacere puro della lettura.

Proviamoci.

copertinaA chi è appasionato di storia. Ho amato molto quest’anno La Tigre di John Vailant. Forse la migliore lettura di questo 2012. Per la capacità del giornalista di mettere insieme storia, geografia socio politica, antropologia, tradizioni, paure, prospettive e fascino. Della tigra e dei suoi luoghi, in questo caso la penisola del Primorje.

E’ la storia di una tigre che cinge d’assedio uno sperduto villaggio dell’estremo oriente russo. Ha già ucciso, e lo ha fatto con una tale spietata violenza che sembra guidata da un umanissimo desiderio di vendetta.
Un uomo, Jurij Trush, deve trovarla prima che faccia altre vittime. L’unica cosa che sa è che è astuta, ferita, rabbiosa. E che è lí fuori. Ma se c’è qualcuno che può fermarla, quello è lui.

CopertinaA chi non può fare a meno della natura e non sa spiegarsi il perché: Natura come cura. Viaggio fuori dalla depressione.
L’ha scritto un noto botanico e naturalista inglese, Richard Mabey. Ma si legge come un romanzo invidiando le sue passeggiate nei commons britannici. E la sua capacità di farsi ricaricare da un albero, un cespuglio, una palude con tutti i suoi abitanti.

Un giorno qualsiasi  Mabey si ferma, e tutto si ferma intorno a lui. Niente ha più senso, niente ha più colore. Smette di lavorare, si chiude in casa, non vuol più vedere nessuno. E si accorge di aver perso il legame per lui più importante, fonte di gioia e ispirazione: quello con il mondo naturale. Iniziano i momenti in cui proprio “non va”. Momenti immobili e bui. Mabey è caduto in una depressione profonda,”Come un giovane pennuto che si invola dal nido, o come un uomo che fugge dalla fame o dalle tribolazioni devo migrare”.

Lascia l’amata casa della sua infanzia tra le dolci colline delle Chilterns e si trasferisce in una fattoria isolata nelle pianure del Norfolk. Grazie all’aiuto del nuovo paesaggio che lo circonda, nel giro di qualche mese Mabey risale lentamente la china. E con allegra meraviglia ci regala la sua ricetta.  Con genuino stupore si scopre nuovamente pronto ad aprirsi all’amicizia, agli affetti, all’amore.

A chi non sopporta il fatto che Michael Crichton non ci sia più:  Micro, ultima fatica dello scrittore di Jurassic Park, Congo tanto per fare qualche titolo. americano, padre di E.R. Micro l’ha impostato prima di morire ed è stato completato da Richard Preston, giornalista e amico di Crichton. Per la verità, lo sto ancora leggendo. Ma promette bene, molto bene. Per un’appassionata lettrice di Crichton, non potrebbe esserci migliore lettura natalizia.

La Nanigen Enterprise è un’azienda che si occupa di microtecnologie mediche. All’interno di un ufficio chiuso a chiave, non lontano dalla sua sede di Honolulu, nelle Hawaii, vengono trovati tre cadaveri. Sui corpi non appaiono i segni di una evidente collutazione, ma solo dei tagli sottilissimi e profondi. L’unico reperto interessante che viene trovato sulla scena del crimine è un robot piccolissimo, quasi invisibile ad occhio nudo e dotato di una lama affilata. La nanigen Enterprise, però, ha un segreto.

CopertinaA chi vuol fare il/la giornalista senza perdere se stessa: Kajal, le vite degli altri e la mia dell’inviata del Tg3 Maria Cuffaro.

La ricordo bene Maria Cuffaro quando faceva l’inviata delle prime trasmissioni di Michele Santoro (sono i tempi di Samarcanda e Sciuscià). Meno la ricordavo nei suoi reportage di guerra. In Iraq e Afganistan soprattutto. Kajal, fra testimonianze di guerra e ricordi di infanzia, è un ringraziamento che Cuffaro fa alla sua professione. Perché ogni giorno le permette di entrare nelle vite degli altri. E lei lo fa con umiltà e cura.

A chi vuole cambiare vita ma non ammette che sia il figlio o la figlia a cambiare: Pecora Nera. Un ragazzo che ha scelto di vivere nella natura. Negli ultimi mesi ho avuto l’occasione di presentare due volte questa Pecora nera. Al secolo Devis Bonanni, un ragazzi della Carnia, in Friuli, che ha lasciato un futuro da informatico per vivere nella e con la natura.

Mi piace Devis. E’ umile e deciso. Scrivendo questo libro si è trovato davanti a un’avventura più grande di lui. A un paio di ristampe e a un pubblico che lo adora e lo invidia. Ogni scelta raccontata nel libro è vera. Compresa quella di abbandonare la macchina. A una presentazione, a Mestre, è arrivato in bicicletta. Dopo molti chilometri e un tratto in treno. Pecora Nera è anche un blog. Nato prima del libro e che continua ancora.

A chi è convinto che in questo Paese vada tutto bene. Il paesaggio è il grande malato d’Italia. Quello che fu il Bel Paese fa scempio di se stesso. E’ sommerso dal cemento. Che cosa sta succedendo agli italiani, che cosa ci acceca?

Non è facile per Salvatore Settis trovare risposte adeguate a queste domande. Lo studioso ci prova in Paesaggio, costituzione, cemento. E senza pietà ci regala un’Italia arrivata a un punto di non ritorno.

CopertinaA chi vuole diventare vegetariano ma non ci riesce: il libro della tedesca Karen Duven, Il giorno in cui decisi di diventare una persona migliore.

Pollo pronto per la cottura: un piatto gustoso, conveniente e facile da preparare. Se hai, però, un’amica che ti ricorda come vengono allevati i giovani pollastri, stipati a migliaia in uno spazio ristrettissimo, con il becco tagliato, le zampe spezzate e un destino segnato, ti passa la voglia di portare in tavola un simile ammasso di carne.

È quello che è successo a Karen Duve con la sua amica Kerstin, una vegetariana capace di insinuare il tarlo del dubbio nel prossimo proprio come il Grillo Parlante. In un libro divertente, ironico e, nello stesso tempo istruttivo, Karen Duve narra del suo tentativo di sfuggire agli orrori dell’industria alimentare e di sperimentare tutte le possibili vie dell’alimentazione alternativa: la via biologica, vegetariana, vegana, fruttariana.

Agli inguaribili romantici (dedicato a Paola).  E’ l’ultimo giorno di università, e per due ragazzi sta finendo un’epoca. Ormai si sentono adulti e indipendenti, hanno davanti a sé l’intera vita, da afferrare a piene mani. Emma e Dexter sono a letto insieme, nudi. Lui è alto, scuro di carnagione, bello, ricco. Lei ha i capelli rossi, fa di tutto per vestirsi male. Dopo una serata di grandi bevute sono finiti a baciarsi con passione, e poi tra le lenzuola.

Ora sono lì, l’uno accanto all’altra, nell’alba di una vita nuova. Quel giorno, il 15 luglio 1988, Dexter e Emma si dicono addio per la prima volta. Ma ogni 15 luglio c’è un momento speciale per entrambi: dove sarà Emma, cosa farà Dexter? Per venti anni, in quel giorno, si terranno in contatto. Nel corso di venti anni, ogni anno, per un giorno, saranno di nuovo assieme.  E’ davvero ben scritto questo Un giorno dell’inglese David Nicholls. Romantico e allegro.

Tanti altri consigli nella sezione libri di Popolis.

Fonte:http://www.popolis.it/SezioneEspansa.aspx?EPID=1!1!1!0!60017!

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