Un Classico sempre di moda

San Benedetto.  Docenti universitari, avvocati e magistrati, giornalisti e scrittori, ingegneri e architetti, imprenditori, attori e musicisti, politici, sacerdoti e un esercito di medici: sono oggi gli oltre 2.500 studenti maturati in cinquant’anni, due generazioni di ragazze e ragazzi che hanno iniziato a diventare adulti nelle aule, per un decennio itineranti (tre sedi diverse nei primi otto anni di vita), del Liceo Classico Leopardi. Cinquant’anni di ricordi festeggiati ieri al PalaRiviera, in un anniversario reso speciale anche dalla vitalità del presente, dimostrata nelle esibizioni e nel contributo degli studenti e dei docenti di oggi nel celebrarne il passato. Si parte con puntualità scolastica e l’inno della scuola eseguito dal coro degli studenti. Il compito di presentare gli onori di casa e l’onere dell’introduzione toccano alla professoressa Silvana Giordano, quattordicesimo dirigente scolastico della storia del Liceo Classico (a far data dall’anno dell’autonomia: fino al 1968 il Leopardi è stato la “sezione classica” del Liceo Scientifico Rosetti). La sala principale del PalaRiviera è completamente piena: gli studenti di oggi, che attendono i momenti in cui saranno loro o i loro compagni a salire sul palco per gli intervalli musicali, canori e di danza tra un intervento e l’altro; e gli studenti di ieri, che si ritrovano tra di loro e con i vecchi insegnanti, saluti e ricordi che nel corso della mattinata troveranno spazio nei racconti dei relatori e nelle immagini proiettati sullo schermo.

Per tutti è pronta una copia del nuovo annuario (il primo fu pubblicato in occasione del venticinquennale), 250 pagine che raccolgono la storia, i numeri, le attività e più di tutto le persone che “sono state” il Liceo Classico Leopardi in questi cinquant’anni. E’ stato redatto in un anno di lavoro da Claudia Martinetti, Tito Pasqualetti, Pietro Rossi e Ventidio Sciocchetti con la collaborazione di Marco Alunno, Pasqualina Lazzari, Massimiliano Paoloni, Margherita Sgattoni e Maria Siliquini ed i contributi del Comune, della Provincia e della Banca Picena Truentina.

Le testimonianze ed i ricordi degli ex alunni, dagli anni ‘60 in poi, sono probabilmente il modo migliore in cui era possibile raccontare la scuola: “dura e selettiva” per Piermarino Acciarri, primario nefrologo ad Urbino; percorso di partenza per “un lungo viaggio” secondo Enrico Alfonsi, responsabile dell’Unità Operativa di Neurofisiopatologia a Pavia; capace di donare “la disciplina del ben operare” per Oreste Capocasa, questore di Rimini; “fortezza di passione e intelligenza” per l’attore Cristian Giammarini; “unica scuola superiore che rende le menti realmente libere e indipendenti” secondo il ballerino Alberto Liberatoscioli. Che il Liceo Classico sia una scuola un po’ speciale lo dice anche la varietà di professioni intraprese da chi lo ha frequentato: dal docente universitario all’ingegnere aerospaziale, dalla giurisprudenza alla medicina, con carriere che hanno trovato sbocchi dall’Italia, all’Europa, al Nord America.

“La nostra società ha bisogno di istituti come il Liceo Classico – riassume il sindaco Giovanni Gaspari, intervenuto assieme al presidente della Provincia Piero Celani e all’assessore regionale Sandro Donati (nella doppia veste istituzionale e di ex alunno) – i 50 anni di vita danno il senso di come la scuola abbia contribuito a far crescere la città e il territorio”.

domenica, 15 aprile 2012
alessandra licciardello
Fonte: Corriereadriatico.it
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