Spacca sulle dimissione degli assessori regionali

Le più volte annunciate dimissioni degli assessori Pd dalla Giunta sono uno schiaffo alla comunità regionale. Anteporre gli interessi di un partito alle esigenze delle Marche è un gesto di gravissima irresponsabilità. E non ci sono parole e motivazioni che possano giustificarlo.Alla fine della legislatura manca un mese e pur essendo in ordinaria amministrazione sono ancora molteplici gli atti da approvare e le vicende da presidiare, soprattutto sul fronte del lavoro, dei fondi UE, della sanità, del sociale. E pur essendo garantita la correttezza degli atti dalla normativa vigente in una fase elettorale, sarebbe stato corretto e responsabile che tutti gli assessori fossero rimasti al loro posto, senza scaricare tutte le deleghe sul Presidente. Bisogna affrontare l’attuazione del Patto di stabilità verticale, con il trasferimento a Province e Comuni di 30 milioni di euro. Un provvedimento con cui lo stesso Pd si è riempito la bocca in queste settimane ma che ora, a quanto pare, non interessa più.

 

Poi c’è il Piano di Sviluppo Rurale tornato dall’UE per far partire i bandi in agricoltura di oltre 500 milioni di euro. Ma soprattutto esiste il dramma del lavoro: non si possono abbandonare i delicati tavoli aperti a Roma o sul territorio su difficili vertenze del lavoro come Whirlpool o Prysmian. Lunedì è convocata un’importante riunione Mise-azienda-Regioni-parti sociali alla quale parteciperò personalmente. Perché la vicinanza ai lavoratori non si attua solo tramite comunicati alla stampa, ma occorre impegno concreto e nei fatti. In tema di sanità e sociale c’è lo sblocco nazionale del Fondo di solidarietà per tutelare i cittadini e i Comuni che non hanno capacità di sostenere i costi delle strutture socio sanitarie. Ci sono poi da fornire le direttive gestionali alle aziende sanitarie per tutelare i servizi ai cittadini.

Deve essere approvata l’integrazione al budget provvisorio 2015 delle Aziende sanitarie per investimenti (circa 45 milioni). Atti importanti da approvare anche sul versante dell’istruzione, del sociale, delle politiche comunitarie, come l’attesa revisione dell’area interna pilota con l’inserimento di nuovi comuni, in attuazione dell’Ordine del giorno del Consiglio regionale. Con senso di responsabilità e rispetto dei cittadini, delle famiglie e delle imprese delle Marche porteremo a termine la legislatura. La serietà e gli obblighi nei confronti della comunità regionale esigono fino all’ultimo giorno di assicurare il buon governo della Regione e di mettere in sicurezza l’attività amministrativa”.

Fonte: http://www.viveresanbenedetto.it/index.php?page=articolo&articolo_id=532387

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