‘Ricostruttori’ di Fitto: stiamo dentro Forza Italia

Nascono i ‘Ricostruttori’ di Fitto: stiamo dentro Forza Italia

Auditorium Massimo dell’Eur pieno. Standing ovation per Fitto che lancia i ‘Ricostruttori’. “Non vogliamo distruggere, ma essere d’aiuto”. Ed ecco l’atteso messaggio a Silvio Berlusconi: “Lasciare il Centrodestra a Salvini è un errore clamoroso”

Sabato, 21 febbraio 2015 – 17:25:00

Era pieno l’Auditorium Massimo, all’Eur, 1.500 posti a sedere, per la convention dei “Ricostruttori” di Raffaele Fitto. E lui, Fitto, arriva accolto da una standing ovation e dall’inno ufficiale di Forza Italia, mentre sventolano alcune bandiere del partito accanto ai cartelloni con la scritta “I ricostruttori”. Presenti rappresentanti giunti da Sicilia, Calabria, Toscana, oltre a tanti sostenitori dalla Puglia – tra cui Francesco Paolo Sisto -, regione commissariata da Silvio Berlusconi con Luigi Vitali. In sala anche il leader della Destra, Francesco Storace. L’incontro inizia con un omaggio ai marò, “una ferita aperta”, la definisce Fitto, accompagnato dall’inno nazionale. Ma, piccolo incidente, l’impianto audio fa i capricci e i “Ricostruttori” cantano l’inno senza accompagnamento musicale.

“Oggi siamo qui grazie al coraggio, alla determinazione e alla convinzione di un gruppo di colleghi: li voglio ringraziare uno ad uno. È grazie a loro che oggi siamo qui, per svolgere una manifestazione che non è contro nessuno, è per qualcosa, è per guardare avanti”, ha detto Fitto appena salito sul palco. Dopo le note dell’inno del partito, Fitto ha lanciato l’Inno nazionale, senza il quale, ha detto Fitto non si può partire. Dato che la regia aveva qualche problema a mandare la musica, la platea (e Fitto dal palco) hanno intonato l’inno di Mameli. Poi, con una foto dei marò trattenuti in India sullo sfondo, Fitto ha detto di voler “cominciare questa manifestazione ricordando una ferita aperta ormai da troppo tempo”.

Il rischio del partito unico. “Il nostro è stato un lungo cammino fatto di coerenza e rivendicazione della linea politica. Noi, Forza Italia, un partito di opposizione, ha iniziato un suo percorso andando a braccetto con questo governo, non facendo opposizione. Qualche mese fa si è teorizzato addirittura il partito unico, che dovevamo stare con Renzi tutti insieme allegramente”. C’era, ha proseguito “chi sosteneva il patto del Nazareno senza se e senza ma… In tutto questo c’è stato un gruppo di persone che ha tentato di far emergere i rischi che correvamo.  A un certo punto Renzi ci ha mollato: noi lo avevamo detto che dovevamo andare avanti con una battaglia”, ha detto Fitto, riassumendo gli ultimi mesi che hanno portato alle contrapposizioni all’interno di Fi.

Le critiche. “Non ho letto tante dichiarazioni contro Renzi quanto quelle che hanno fatto contro di noi che stavamo dicendo quello che stava accadendo”, ha detto Fitto attaccando i vertici di Forza Italia che hanno iniziato un percorso  di non opposizione all’esecutivo. “Quale unico atto messo in campo dal partito – ha proseguito – dopo che non si è discusso di nulla, che si è accettata una posizione passiva del governo, l’atto messo in campo è stato il commissariamento della Puglia in Forza Italia. Questo non può passare sotto silenzio, è evidente che noi siamo qui per rivendicare con forza le nostre posizioni politiche, la nostra storia e mettere in campo un’azione politica con contenuti. Serve un centrodestra forte, di governo”. “Bisogna tornare a parlare di contenuti ha insistito Fitto, soffermandosi anche sulla ‘contromanifestazione’ organizzata in Lombardia dai dirigenti azzurri: “È un fatto positivo, vuol dire che abbiamo centrato il risultato”, ha sostenuto.

Contenuti. “La prima cosa di cui vogliamo parlare sono i contenuti del nostro impegno politico. Siamo all’interno del Partito popolare europeo. Se la linea è quella dell’austerity, non abbiamo l’obbligo di aprire una riflessione profonda. Il semestre di presidenza italiano è stato imbarazzante. Dobbiamo sforare il 3%, dando una boccata di ossigeno alla nostra economia. Nella campagna elettorale il presidente del Consiglio aveva sottolineato la necessità di puntare sulla flessibilità nei conti pubblici – ha proseguito Fitto -. Mi chiedo – ha aggiunto – quali siano stati i risultati. Abbiamo rinunciato ad ottenere altri portafogli in Europa e ci siamo accontentati dell’Alto rappresentante della politica estera”.

Sicurezza. Il tema della sicurezza, ha detto Fitto, è uno dei contenuti a cui è necessario dare maggiore rilevanza, ricordando gli ultimi eventi di Roma: “Poco interessa se un terrorista è arrivato con l’aereo o con il barcone, ma dobbiamo ripartire dalla sicurezza, da una maggiore sicurezza. Roma è stata messa a ferro e fuoco per una semplice partita di calcio. Mi chiedo: se esistono rischi così evidenti è possibile che davanti al terrorismo internazionale ci possa essere un livello di sicurezza così discutibile?”.

Dentro Fi. “Noi saremo all’interno del nostro partito, staremo all’interno di Forza Italia”, ha detto Fitto suscitando un grande applauso. “Vogliamo ricostruire il centrodestra, dare un contributo alla ricostruzione del nostro partito e del nostro Paese“, ha detto ancora.

Il torto di avere ragione. Fitto ha insistito, come già aveva detto durante in videoforum a Repubblica tv, sul fatto che il torto suo e di chi è delle sue stesse idee è stato quello di avere ragione.”Noi abbiamo avuto il grande torto di avere ragione. Noi non siamo contro le riforme, ma le riforme devono essere un punto di incontro, vedo qui i senatori che votarono contro e ribadisco che se le riforme avessero avuto dei contenuti veri ci saremmo stati, ma non era così – ha detto -. Forza Italia ha sbagliato a non entrare nel merito delle riforme – ha aggiunto – e ha sbagliato a votare delle riforme che significano distruggere il centrodestra in Italia: è stato un suicidio. Non siamo contro nessuno, ma rivendichiamo con forza coerenza al nostro mandato elettorale”.

Il messaggio a Berlusconi. Non è mancato un messaggio al leader del partito e la delusione per l’ultimatum ricevuto: “A Berlusconi voglio mandare un messaggio molto chiaro: questa non è una manifestazione di insulti. Sono rimasto deluso e dispiaciuto nel leggere alcune cose. Non si danno 15 giorni di tempo per decidere se uscire dal partito, non si danno a nessuno”. Poi ha aggiunto: “Voglio dire a Berlusconi che le vittorie di questi vent’anni sono fondamentali per noi, non vogliamo distruggere, ma essere d’aiuto. Ma c’è una differenza tra fedeltà e lealtà e quest’ultima richiede chiarezza nelle posizioni: i grandi risultati ottenuti non devono nascondere i grandi errori. Una riflessione critica del passato recente è ineludibile. Ora siamo di fronte a un bivio: distruggere il partito o seguire l’evoluzione e il percorso in atto nel nostro Paese, senza lasciare questo lavoro a Matteo Salvini. Sarebbe un errore clamoroso. Berlusconi può accompagnare questo percorso verso la terza Repubblica”, ha spiegato ancora.

Gioco di squadra. “Giungere a questa manifestazione non è stato per niente facile. Ma stiamo cercando di fare un gioco di squadra che possa rilanciare il nostro percorso perché siamo sicuri che questo dibattito possa rilanciare il partito. Nella convinzione che la forza delle nostre idee ci proietterà nel futuro del Paese. Non vogliamo rompere con nessuno, ma il nostro percorso lo porteremo avanti”, ha concluso Fitto.

Romani: Fitto si adegui a decisioni legittime maggioranza

Per il capogruppo al Senato di Forza Italia, Paolo Romani, Raffaele Fitto deve dibattere all’interno del partito ed adeguarsi alle decisioni della maggiorannza. Lo ha affermato lo stesso Romani a margine dell’incontro “Qui, ora! Dalla parte giusta”, organizzato da Forza Italia Bergamo.
“Fitto riunisce i suoi – ha detto Romani – sarebbe bene che dibattesse all’interno del nostro partito e che facesse riunioni nel partito all’interno del quale intende militare. Noi siamo qui, non facciamo distinzioni”. “Fitto – ha aggiunto – vuole rimanere nel partito marcando sempre la differenza rispetto alle decisioni che prende Berlusconi, al quale riconosce la leadership. In un partito è legittima la minoranza, ma è anche legittimo per la maggioranza chiedere che la minoranza si adegui alle decisioni. E questo non sempre accade”

Fonte:

http://www.affaritaliani.it/fitto-forzaitalia-forza-italia-berlusconi210215.html

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