Renzi chiama Cantone per salvare l’Expo

Trecentocinquantatré giorni per finire. Due giorni appena per ripartire. Matteo Renzi torna a Milano a occuparsi di Expo a poco più di un mese dalla sua prima visita ma martedì prossimo non sarà solo. Ad accompagnarlo Raffaele Cantone, il presidente della Autorità contro la corruzione a cui il premier ha chiesto di occuparsi in prima persona di Expo. Una scelta obbligata dopo gli ultimi atti dell’inchiesta della magistratura di Milano. Una scelta che Renzi ha motivato con i suoi più stretti collaboratori come inevitabile: «Milano ce la farà, noi non molliamo.

 

L’Expo è una occasione troppo grande per buttarla via». Expo vale 4 punti di pil. La ripresa del Paese passa anche da qui. Quello di Matteo Renzi alla fine è pure uno sfogo: «Vogliono usare questa occasione per attaccare anche il Pd. Posso perdere anche due punti, ma io ci salto sopra e ci metto la faccia».

 

Nella riunione di martedì Renzi incontrerà l’ad Giuseppe Sala che ieri mattina ha riunito tutto il gruppo di comando in via Rovello. Si tratta di mettere in mani sicure i dossier che fino a giovedì quando lo hanno arrestato, erano il pane quotidiano di Angelo Paris, direttore Pianificazione e acquisti e General manager constructions di Expo 2015. Dopo avere incassato la doppia iniezione di fiducia dal governatore Roberto Maroni e dal sindaco Giuliano Pisapia, l’ad del Grande evento tanto atteso deve fare i conti con una realtà che sembra scricchiolare.

 

«Bisogna evitare che passi il messaggio che l’immagine di Expo sia quella che esce dalle carte della magistratura. Non siamo alle Olimpiadi dove il pubblico non manca anche se qualcuno fa uso di doping», si ripete ai piani alti di via Rovello. In due giorni – quanto manca all’arrivo del premier Matteo Renzi – si tratta di rimettere mano alla filiera di comando che guida i cantieri. Per evitare altri intoppi gli incarichi che erano di Angelo Paris potrebbero essere spalmati su due persone. Il Responsabile unico procedure forse affiancato da un Direttore costruzioni non è difficile da trovare. Le scelte sono obbligate. In pole position c’è il vice di Angelo Paris, Alessandro Molaioni. Qualche chance le hanno pure il direttore generale Christian Marangone o il subcommissario Antonio Acerbo. Figure prettamente tecniche che devono seguire i lavori nei cantieri aperti 20 ore su 24 perchè non c’è tempo da perdere.

 

Il nome del Superdirettore dei lavori, una figura capace di coordinare tutte le attività, 800 milioni di euro di appalti già assegnati, 120 milioni ancora da definire, lo ha voluto scegliere il premier in prima persona. A meno di un anno dall’inizio i lavori sulla piastra sono ancora al 45%. Dei sessanta padiglioni sono già in costruzione, solo quello italiano e quello tedesco. Il Governatore della Lombardia Maroni e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia avevano posto come unica condizione che il Supermanager non si fosse mai occupato di Expo 2015. Una scelta obbligata in nome della trasparenza ma pure del marketing. Raffaele Cantone è l’uomo giusto. Ma bisognerà facilitargli il lavoro. E oggi durante l’audizione prevista da tempo alla commissione parlamentare Antimafia, l’ad Sala tornerà a chiedere di «alleggerire le procedure senza venir meno al principio di legalità».

Fonte: http://www.lastampa.it/2014/05/12/italia/cronache/renzi-chiama-cantone-per-salvare-lexpo-tjnqKNz8i3NbZMA06ehnMO/pagina.html

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