Privatizzazioni al via per Poste e Enav

Partono oggi “in concreto” le privatizzazioni decise dal governo, con il via libera del Consiglio dei ministri ai dossier Poste e Enav. Il decreto approvato si chiama “Determinazione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di alienazione della partecipazione detenuta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nel capitale di Poste Italiane S.p.A. e di Enav Spa”.

In entrambi i casi si tratta della cessione di quote non di controllo” ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta. La privatizzazione di una quota di Poste avviene “con l’idea di destinare ai dipendenti della società una parte di queste azioni”, ha spiegato il presidente del Consiglio. Il premier ha anche annunciato l’approvazione di un ddl di riforma della cooperazione allo sviluppo, “una riforma attesa e importante, che dà il senso della priorità che vogliamo di nuovo dare al capitolo della cooperazione alla sviluppo”.

Dalla privatizzazione di Poste il governo punta a ricavare tra i 4 e i 4,8 miliardi di euro mentre dall’Enav 1 miliardo, ha spiegato il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, aggiungendo che il valore di Poste e’ pari a 10-12 miliardi mentre quello dell’Enav e’ di circa 1,8-2 miliardi. Il ministro ha poi spiegato che la quota di Poste che il governo intende mettere sul mercato e’ pari al 40%, mentre quella di Enav e del 49%.

L’esecutivo ha dato il via libera anche al decreto legge che contiene “disposizioni urgenti in materia di rinvio di termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi, nonché di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero”, ovvero le norme sulla “volontary disclosure” per favorire il rientro dei capitali dall’estero. All’interno del provvedimento figurerebbe anche il differimento della rata Inail per le imprese.

“Abbiamo dato il via libera all’operazione trasparenza ed emersione rispetto ai capitali italiani all’estero – ha spiegato Letta -. Abbiamo deciso oggi anche un secondo intervento che farà parte del pacchetto criminalità che approveremo tra due settimane in cdm nel quale ci sarà l’approvazione delle norme su auto-riciclaggio”.

Letta ha ribadito che entro “il 31 gennaio non ci sarà il taglio delle detrazioni fiscali per famiglie e contribuenti”. “Abbiamo approvato un decreto legge per la soluzione di quattro problemi urgenti di natura fiscale” ha spiegato il premier, “se non fossimo intervenuti, il 31 gennaio sarebbe scattato il taglio delle detrazioni fiscali per famiglie e contribuenti”, così ora il capitolo viene demandato alla delega fiscale che “sarà la sede della discussione sul riordino”. Letta ha tenuto a sottolineare come “nel decreto c’è un provvedimento che riguarda le zone colpite dall’alluvione nel modenese, che erano già state colpite dal terremoto. Siamo intervenuti con norme sugli adempimenti tributari”.

Rinviati a maggio i termini per il pagamento della prima rata dei contributi Inail. “Una boccata di ossigeno per le imprese” ha commentato il premier, “si realizza il primo effetto della riduzione delle tasse sul lavoro che la legge di Stabilità ha deciso”. Letta ha spiegato che le imprese non dovranno pagare 3 ma 2 miliardi “non a febbraio ma a maggio”. “Diamo alle imprese tre mesi di liquidità in più, che servirà per investire e spingere la crescita”.

Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha affermato che il piano di privatizzazioni durera’ almeno un paio di anni. Da Davos, dove si tiene il World Economic Forum, Saccomanni ha assicurato che l’obiettivo dell’esecutivo e’ “ridurre le tasse sul lavoro e le imprese” ed il consiglio dei ministri oggi dara’ un “primo segnale” sulla riduzione del cuneo fiscale. Il responsabile dell’economia ha anche riferito che l’accordo tra Italia e Svizzera per la tassazione dei capitali esportati illegalmente verso l’estero e’ “vicino”.

Il ministro ha quindi fatto notare che le politiche perseguite in questi mesi “sono state comprese come parte di una strategia che vede nel rilancio dell’attivita’ economica un rilancio della competitivita’ del sistema attraverso riforme ma anche attraverso manovre di finanza pubblica”; tutto questo “e’ stato ampiamente apprezzato” e gli investitori internazionali hanno mostrato “grandissimo interesse” per l’Italia

Fonte:http://www.affaritaliani.it/economia/privatizzazioni-saccomanni240114.html

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