Nonostante il tempo brutto domenica arriva la Pasqua

Nonostante il tempo brutto domenica arriva la Pasqua, non il Natale

Tra celebrazioni e rievocazioni, tra cucine e gastronomie, c’è chi pensa anche a ricordare cosa faceva in passato a Pasqua.

ciambelle di Pasqua

C’è chi ricorda i fioretti che alla scuola elementare delle Canossiane le maestre facevano fare come compiti a casa. Si scrivevano su dei foglietti le cose a cui si decideva di rinunciare, si mettevano i bigliettini dentro una scatola, e se ne prendeva uno a caso da seguire, ogni giorno della quaresima.
Una sorta di “piccolo digiuno” che si viveva come quello che facevano i grandi il venerdì, in attesa del giorno di Pasqua, quando si apriva l’uovo di cioccolata e c’era l’attesa di vedere quale fosse la sorpresa. La cioccolata è un po’ l’elemento comune a tutti i ricordi dei giovani e meno giovani di Porto San Giorgio. C’è chi ricorda l’uovo, e c’è chi ricorda ancora lo “squaglio”: a Pasqua, come a Natale, qualcuno da bambino si svegliava con il profumo della cioccolata calda che la mamma serviva nelle tazzine belle, quelle delle grandi occasioni, che si usavano solo nei momenti di festa. C’è anche chi invece della cioccolata ricorda il “ciambellotto” che le mamme facevano a forma di pupazzi: femmine per le bambine, maschi per i bambini, che si mangiavano durante il pranzo con la pasta che si faceva in casa. Non sarà stato un dolce prettamente pasquale, ma alcuni ricordi sono legati all’“amandovulo”, dolce tipico sangiorgese, a base di mandorle e ricoperto di cioccolato, che si era soliti portare in dono nelle feste pasquali.
Il fatto che la Pasqua quest’anno capiti alla fine di marzo fa tornare alla mente di un giovane pescatore quando da bambino suo padre e altri pescatori ricominciavano a mettere in mare le “nasse” per la pesca delle seppie, che durante tutto l’inverno erano state risistemate; in questi giorni, poi, si rimettevano a nuovo le barche. “Mi sembra di ricordare ancora l’odore della vernice – ci dice il giovane – ero qui in spiaggia e c’era un frenetico lavoro per verniciare la legna delle barche. E quando Pasqua capitava in questo periodo era particolare: sembrava di assistere alla rinascita del lavoro dei pescatori”.
I più anziani, invece, ricordano le capriole sui letti e le colazioni con la “ciambella di Pasqua”, quella che si vede ancora oggi nei forni marchigiani, accompagnata da uova e salame. Il tutto avveniva quando le campane ricominciavano a suonare dopo “il digiuno campanaro” che era iniziato il giovedì santo.

 Fonte:http://www.informazione.tv/index.php?action=index&p=61&art=41929

Share the joy
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Autore articolo:

La tua email non sarà visibile.