Napolitano, il giorno dell’addio

Napolitano, il giorno dell’addio / VIDEO. Abbracci al Quirinale e al rione Monti. Primo voto il 29 gennaio / FOTO

Un addio che non tralascia niente del protocollo, ma ugualmente assume un tono intimistico, quasi dimesso

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Roma, 14 gennaio 2015 – Oggi è il giorno dell’addio di Giorgio Napolitano al Quirinale, e parte la ‘caccia’ al suo successore. Il premier Renzi, che di prima mattina ha aperto la segreteria del Pd, traccia l’identikit di un “arbitro di alto livello“, e nega le indiscrezioni secondo cui prima di Natale aveva avuto un incontro con Berlusconi proprio sul prossimo inquilino del Colle. La prima riunione del Parlamento in seduta comune per l’elezione del prossimo Capo dello Stato si terrà il 29 gennaio alle 15.

TAPPE DAL PROTOCOLLO – L’addio di Napolitano non tralascia niente del protocollo, ma ugualmente assume un tono intimistico, quasi dimesso. La cronaca dell’ultima mattinata al Colle lo vede ricevere le ultime telefonate di saluto, leggere per l’ultima volta la rassegna stampa preparata per i presidenti, poi la rilettura del testo della lettera con cui si dimette, e quelle di accompagnamento per i presidenti di Camera e Senato, e il Presidente del Consiglio.

Dopo la firma, il segretario generale della Presidenza, Donato Marra, parte con una scorta di corazzieri moticiclisti alla volta di Palazzo Madama e Montecitorio. Nel frattempo un altro corazziere si affaccia dalla Sala dei Precordi (quella con il terrazzino che dà in direzione della fontana con i cavalli) e ammaina la bandiera. Cala anche la bandiera sul Torrino, segno che, per i prossimi giorni, la sede del Quirinale è vacante. La reggenza, infatti, passa al Presidente del Senato Pietro Grasso, ma questi – come da prassi – non verrà a insediarsi sul Colle. Grasso si sposta a Palazzo Giustiniani, venti metri dal Senato, e vi resterà fino all’elezione del prossimo Capo dello Stato.

A segnare il cambiamento, a Palazzo Giustiniani arrivano due corazzieri a fare da piantone all’entrata e al piano dello studio del Supplente. Napolitano intanto saluta i dipendenti, scende dallo Studio alla vetrata fin nel Cortile d’Onore, riceve i saluti di un picchetto e gli viene consegnato lo Stendardo del Presidente, quella bandiera a quadrati contrapposti blu, rossi e bianchi con al centro lo stemma della Repubblica. Esce in auto dal Portone Principale, la folla l’applaude.

LA FIRMA – “Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato questa mattina, alle ore 10.35 – si legge in una nota del Quirinale – l’atto di dimissioni dalla carica. Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, sta provvedendo a darne ufficiale comunicazione ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati e al Presidente del Consiglio dei Ministri”. A leggere in aula la lettera di dimissioni è stata la presidente della Camera Laura Boldrini: al termine c’è stato un lunghissimo applauso.

Fonte:

http://www.quotidiano.net/napolitano-addio-quirinale-1.574066

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