Mio Papà, il sangue non conta

Riviera sempre in primo piano. Il tema sociale narrato ad un ritmo veloce. Da vedere

San Benedetto
Si è tenuta ieri sera la proiezione del film Mio Papà al PalaRiviera di San Benedetto con il regista Giulio Base, gli attori protagonisti, Giorgio Pasotti e Niccolò Calvagna, e le numerose comparse. La pellicola, girata tra San Benedetto e Grottammare, prende in considerazione un tema inesplorato dal cinema italiano, l’amore di un padre adottivo per il suo figlio non naturale. Lorenzo, subacqueo di professione su una piattaforma a largo della costa adriatica, scende a terra per andare a donne e divertirsi.

Una sera incontra Claudia e trasgredisce la sua regola ferrea di non rimanere tutta la notte. Non ha fatto i conti con una piccola sorpresa, Matteo, il bambino di Claudia. Tra i due inizia un rapporto tempestoso, di non accettazione reciproca per la contesa attenzione della stessa donna. Il viaggio di quest’ultima all’estero cambierà i loro punti di vista trasformandoli in complici, in nome della cosiddetta “solidarietà maschile”. Le cose sembrano scorrere per il meglio ma un risvolto inaspettato si annida dietro l’angolo.

Il ritmo è veloce e denso di avvenimenti, non ci sono pause lunghe e riflessive che tanto penalizzano le storie che trattano di temi sociali. L’intenzione non era di confezionare un film d’autore bensì uno autobiografico, dove l’esperienza personale di Pasotti, a cui il soggetto appartiene, e Base fosse evidenziata in linguaggio semplice ed efficace. Ciò che colpisce nelle scene è l’estrema umanità dei personaggi nel loro quotidiano. E’ assente l’indugio in un pathos caricato, gli eventi sono presentati in una normalità che fa immedesimare lo spettatore nell’immediato, pur se non ha vissuto un problema simile. La tenerezza del rapporto tra Lorenzo e Matteo è la cifra stilistica che definisce l’intero film. Lorenzo sacrifica il suo spirito libero, si adatta per amore di Claudia e per affetto smisurato verso Matteo. Il messaggio che emerge potente è che i legami non di sangue spesso sono quelli più forti, veri e sui quali si può sempre contare.
Il consiglio ai ventenni è quello di accantonare il 3D per una sera e andarlo a vedere perché non si rischia di cadere addormentati.

Produce una consistente emozione vedere sullo schermo i luoghi d’appartenenza ed è elettrizzante sapere che gli spettatori italiani li guarderanno. E’ stata un’intelligente manovra di promozione del territorio come ha evidenziato Stefania Benatti, direttore della Fondazione Marche Cinema Multimedia, la quale rivela in conferenza stampa che l’obiettivo 2015 della regione sarà di collaborare ancora di più con l’industria cinematografica per dare il via ad un’economia di nicchia. Giulio Base ha dichiarato di essere disposto a tornare dato che si è trovato bene con i marchigiani, descritti come “precisi, puntuali e di basso profilo”. Noi ringraziamo lui e la sua troupe per aver scelto le Marche e San Benedetto del Tronto come location. Nella speranza che sia la prima di una serie di collaborazioni.

Fonte: http://www.lanuovariviera.it/category/eventi/mio-papa-il-sangue-non-conta/

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