Massignano: chiusura de ‘La Fontane- San pietro’

“Ma come si fa a chiudere un’importante strada comunale come la Fontane – San Pietro di Massignano solo per qualche buca?”. A chiederselo è la Delegazione provinciale di Ascoli Piceno dell’associazione Voi con Noi civicamente Marche, che risalta anche la singolarità dell’ordinanza sindacale che ha disposto l’interruzione.”Premettiamo – spiegano dall’Associazione  – che la Fontane – San Pietro si tratta di una bretella particolarmente importante che collega la provinciale 91 con la 58, di fatto risultando una delle principali vie d’accesso sia per il comune di Massignano che per quello di Montefiore dell’Aso nonché a loro volta con quello di Ripatransone. Sottolineiamo anche che l’originalità del testo del provvedimento è rinvenibile nell’indicare il notevole dissesto, causa della delibera, non con un riferimento civico o chilometrico com’è normale, bensì scrivendo “all’altezza dell’abitazione del sig. Marconi Nazzareno”.

Ma quello che ci chiediamo sopratutto è come si fa a chiudere una strada così importante solo per qualche buca? Indubbia curiosità l’avremmo poi anche nel leggere il protocollo con cui l’Ufficio della locale Polizia Municipale ha ritenuto “notevolmente dissestata” e con “più buche sparse di notevoli dimensioni” una strada che, vista la recente situazione delle frane sul territorio, sembra una corsia preferenziale di quelle per le auto blu. Addirittura a sostenere le ragioni dell’ordinanza c’è l’Ufficio Tecnico comunale che sottolinea la “situazione di pericolo”. Quale? A questo punto ci chiediamo davvero se nell’ordinanza non si parli di un altra strada comunale”.

“A destare preoccupazione – proseguono – sopratutto per i disagi arrecati non solo ai residenti, bensì anche agli utenti che debbono fare comunque ampi giri per ovviare alla chiusura, è che il sindaco candidamente scrive che “momentaneamente non si può procedere alla sistemazione in quanto i lavori da effettuare richiedono tempo ed un apposito stanziamento di bilancio”. Quanto si dovrà aspettare per riaprire la strada? Mesi? Anni?”

“Non osiamo pensare – concludono – quali provvedimenti avrebbe preso questo sindaco ed il suo staff se si fosse dovuto misurare con l’ingente mole di frane che recentemente hanno messo a dura prova la viabilità della nostra Provincia e che per fortuna ha avuto un presidente come Paolo D’Erasmo, che, a differenza del suo predecessore, in tempi davvero ristretti ha garantito il traffico chiudendo solo ed esclusivamente quelle strade dove la carreggiata era davvero totalmente interclusa. La nostra speranza è che il sindaco ingegner Massimo Romani, possa rivedere quanto prima il suo provvedimento, salvaguardando un transito che le sue conoscenze tecniche non dovrebbero impedirgli di assicurare ai cittadini”.

Fonte: http://www.viveresanbenedetto.it/index.php?page=articolo&articolo_id=532670

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