Lo stress non esiste

17 LUGLIO 2015

Lo stress non esiste: è solo incapacità di gestire al meglio il nostro tempo e noi stessi

Molti di noi conducono una vita frenetica e disordinata, che non rispetta i ritmi naturali e ci impone di far fronte a una innumerevole quantità di impegni. Aggiungere carichi di lavoro e non valutare correttamente i segnali di allarme che il nostro corpo ci manda può provocare effetti negativi che si ripercuotono non solo sul nostro stato di salute, ma sulla nostra produttività.

Secondo una ricerca pubblicata su Huffington Post  il 41% dei lavoratori americani non usufruisce di tutte le ferie che ha a disposizione, perché, per motivi autoimposti, pensa di non potersele permettere. I motivi autoimposti più frequenti sono il pensiero che al ritorno si ritroverebbe una montagna di lavoro arretrato da sbrigare e la convinzione che durante la propria assenza nessuno sarebbe in grado di sostituirli e quindi perderebbero vantaggi e clienti. Una parte di questo 41% vuole dimostrare la più totale dedizione all’azienda e l’attaccamento al proprio lavoro e c’è anche chi vuole rendersi indispensabile per non prestare il fianco a un eventuale sostituto.

Questi comportamenti sono spesso favoriti dalle aziende stesse, tanto è vero che il 67% degli intervistati sostiene di ricevere segnali contrastanti e di sentirsi a disagio nel prendere giorni di ferie. È inevitabile che  l’aumento delle mansioni e del carico di lavoro, uniti alla stanchezza mentale, provochino una diminuzione delle nostre capacità di analisi, della creatività e dell’efficienza, rendendoci più sofferenti e meno incisivi.

Lo stress, di solito, proviene da fattori ambientali, sociali e fisiologici. Un ambiente rumoroso e affollato mette a disagio. Scadenze, problemi finanziari e conflitti incrementano lo stress. Completano l’opera alcuni atteggiamenti personali, come le aspettative proprie e degli altri, la competizione, l’essere perfezionisti o pessimisti, tutte fonti di tensione mentale.

La gestione dello stress e la nostra capacità di ricaricarci sono attività fondamentali da mettere in preventivo in qualsiasi ambito lavorativo. Prima che il corpo dia pesanti segnali di raggiungimento della soglia massima di stress, dobbiamo imparare a riconoscere i nostri limiti per poter ristabilire un modello che ci faccia lavorare al massimo delle nostre capacità fisica ed intellettuale.

La vita è fatta per un 10% da ciò che accade e per il restante 90% dal modo in cui reagiamo di fronte a ciò che accade. Alcune situazioni che, quando siamo stressati, ci sembrano insormontabili, diventano affrontabilissime se siamo calmi e rilassati. Una delle cose che viene quasi sempre meno in una mente stressata è proprio la capacità di mantenere la lucidità.

La soluzione per ritornare a essere efficaci e produttivi è tanto semplice quanto complessa da individuare se rimaniamo invischiati nel vortice degli impegni. Dovremo imparare a rallentare e a rilassarci. Esistono molte tecniche di rilassamento, ma quella più efficace è staccare la spina e imparare a concedere a noi stessi il tempo per raffreddare la testa. Alcuni studi ritengono che dopo 40/50 minuti di lavoro intenso si debba staccare con una pausa obbligata di almeno 10/15 minuti. Questa tecnica è adottata da molte aziende oltreoceano e dagli studenti di alcune università, tra cui il MIT di Boston, per l’efficacia dimostrata nel rendimento che si ottiene in fase di apprendimento. Staccare completamente la spina durante i fine settimana serve a rifornirci delle energie necessarie per ripartire con slancio il lunedì. Anche la giusta quantità di ore di sonno è importante, ha un impatto positivo sulla memoria, sull’apprendimento e sul carattere. Secondo questo studio la mancanza di sonno è una delle principali cause della riduzione delle capacità decisionali, della mancanza di concentrazione e della ridotta consapevolezza dell’ambiente e della situazione in cui ci troviamo.

In definitiva, concederci momenti di relax farà bene a noi e al nostro lavoro. Alcune grandi aziende lo hanno capito da tempo e hanno inserito negli ambienti di lavoro delle aree dedicate al rilassamento e allo svago. L’energia spesa va recuperata, oppure saremo sempre in debito con essa. Non dimentichiamo mai le parole di Natalie Goldberg, che diceva: “Lo stress è uno stato di ignoranza. Esso crede che ogni cosa sia un’emergenza. Ma nulla è così importante”.

Imparare a riconoscere i nostri limiti ci permette di lavorare al massimo delle nostre capacità.
Dobbiamo avere cura di noi stessi, imparare a rallentare, far riposare il nostro corpo.
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