Lo spettro della deflazione

Se il pane costa meno c’è da preoccuparsi? Nel contesto attuale, sì. La Grecia è caduta nella spirale della deflazione, si teme il contagio per le economie dell’Ue

Un nuovo spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della deflazione. ll campanello d’allarme giunge da Atene, dove, per la prima volta dal 1968, i prezzi sono scesi al punto di portare il segno “meno” davanti all’indice dell’inflazione: la Grecia, infatti, a marzo registra un mese di deflazione, ovvero una diminuzione del livello generale dei prezzi. Il fenomeno non stupisce gli analisti finanziari, come si legge su Il Sole 24 Ore “La Grecia era già in deflazione prima che arrivasse la notizia di un calo dei prezzi dei consumi. In effetti gran parte dei Paesi del sud Europa mostrano sintomi di deflazione in quanto il credito e i flussi delle entrate si stanno restringendo. […] La Bce è consapevole del rischio di deflazione. Solamente non pronuncia la parola perché suona minacciosa”.
 

Ma come mai la discesa dei prezzi preoccupa tanto gli economisti? Apparentemente, scongiurare fenomeni inflazionistici e riuscire a garantire ai consumatori le spese di base contenendo i prezzi è un fenomeno che non dovrebbe destare preoccupazione, anzi. Ma le implicazioni del processo deflazionistico che pare essersi innescato nell’Ellade fanno presagire foschi scenari. Vediamo perché.

Che cos’è la deflazione
Si parla di deflazine quando si verifica un calo dei prezzi (tipicamente rilevato dall’indice dei prezzi al consumo), dovuto a un calo della domanda di beni e servizi. In questi casi si innesca una spirale negativa in cui consumatori e aziende frenano le spese in attesa di un’ulteriore diminuzione dei prezzi. Chi produce si vede costretto a cercare di collocare merci e servizi a prezzi ancora più bassi, ma la riduzione dei prezzi si ripercuote sui ricavi, anch’essi generalmente in calo. Ne deriva la necessità, da parte delle imprese di ridurre i costi, attraverso una diminuzione dell’acquisto di beni e servizi da altre imprese e risparmiando sulla forza lavoro (licenziamenti, ricorso agli ammortizzatori sociali). Molte imprese falliscono con la conseguenza che la disoccupazione aumenta e la domanda scende sempre di più.

Mentre i prezzi cadono, il valore di ogni unità di moneta aumenta. Questo rende più caro il debito esistente, cosa che vale sia per i governi che per i consumatori. E mentre il debito diventa più oneroso, aumenta anche il rischio di default e di bancarotta, rendendo le banche più caute nei prestiti. Questo riduce la domanda e alimenta la spirale deflazionistica.

La deflazione salariale
La contrazione dei salari è una tendenza che grava su tutta la zona-euro, a causa proprio degli sforzi anti-deficit imposti dall’Europa, con l’idea (contrastata da stimati economisti) che il riequilibrio dei rapporti tra paesi creditori e paesi debitori debba avvenire a colpi di deflazione salariale a carico di questi ultimi.

Strategie anti-deflazione
Uno dei fenomeni che accompagna i periodi di deflazione è la mancanza di liquidità, di denaro circolante. La deflazione, dunque, in teoria si dovrebbe constrastare con la riduzione dei tassi di interesse. Ma non è così facile. Ne sa qualcosa il Giappone, dove una nuova contrazione dei prezzi (-0,3% annuo) conferma le difficoltà di superare 15 anni di deflazione. Nonostante i tagli delle tasse per favorire la spesa e i tassi di interesse fissati allo 0% dalla Banca Centrale nipponica, per favorire la liquidità circolante.

Fonte:http://economia.virgilio.it/soldi/crisi-economica-parole-chiave/aumenta-rischio-deflazione-calo-prezzi-fa-paura.html

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3 risposte a “Lo spettro della deflazione”

  • Ti vorrei far notare che la BCE non ha fissato i tassi d’interesse allo 0% ma giovedì 2 maggio ha ridotto il corridoio dei tassi d’interesse fissando a zero la remunerazione per i depositi overnight, mentre il tasso sui prestiti marginali che l’Eurotower mette a disposizione delle banche della zona euro subisce un taglio di mezzo punto a 1% e il tasso di rifinanziamento principale allo 0.50%. Prima di scrivere informati bene.

  • C…..o più informato degli economisti di Virgilio.it Sarà vero????????????????????

  • un genio