L’Europa e i Giovani

Il fenomeno dei NEET è sotto gli occhi di tutti: giovani compresi tra 15-24 anni, non impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo, la cui percentuale supera quasi ovunque il 25% della popolazione attiva, e che gravano sulla spesa del PIL europeo di oltre un punto percentuale.  Nel 1° trimestre 2014 il tasso di disoccupazione giovanile tra i 15 ed i 24 anni nel nostro paese ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al  46%.

Purtroppo non si tratta solo di un fenomeno italiano, ma diffuso in tutta l’Europa, anche se in misure differenti. 

L’Unione Europea ha deciso quindi di farsi carico di questa vera e propria “piaga” sociale e la sua risposta alla crisi dell’occupazione giovanile si chiama “European Youth Guarantee”.
Il programma prende avvio dalla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 22 aprile 2013, nella quale si è rivolto l’invito agli Stati membri a garantire ad ogni persona al di sotto del 25 anni (esteso poi fino a 29 anni) un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio o altra misura di formazione entro 4 mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema di istruzione formale.
Youth Guarantee Programme potrà contare complessivamente su un finanziamento di sei miliardi di euro, a partire dal 2014 per sei anni, destinati a tutti i Paesi dell’UE.  Tre miliardi provengono dal Fondo Sociale Europeo e i restanti da uno stanziamento di bilancio.

Il “Piano italiano di attuazione della Garanzia per i Giovani” è stato predisposto dalla Struttura di Missione, istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, composta dai rappresentanti del Ministero e delle sue agenzie tecniche – ISFOL e Italia Lavoro – del MIUR, MISE, MEF, del Dipartimento della Gioventù, dell’INPS, delle Regioni e Province Autonome, delle Province e Unioncamere, ed è la risposta italiana alla Youth Guarantee.
Il Piano è stato condiviso con le parti sociali, le associazioni di giovani, del Terzo Settore.

L’Italia riceverà risorse pari a circa 567 milioni di euro, ai quali dovranno aggiungersi altri 567 milioni di euro a carico del FSE, oltre ad un ulteriore finanziamento nazionale stimato intorno al 40%. Solo per l’Italia, dunque, si stimano risorse pari a 1.513 milioni di euro.

Gli obiettivi della “Youth Guarantee” promossa dall’UE si sposano perfettamente anche con alcune delle finalità previste dalla strategia “Europa 2020”, che prevede un’occupazione per il 75% di cittadini europei di età compresa tra i 20 e i 64 anni, contribuendo dunque a sottrarre alla povertà e all’esclusione sociale oltre 20 milioni di persone.

Il programma “Garanzia Giovani” è quindi un programma rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione ed offre opportunità concrete per favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

Accanto al Piano nazionale che individua le azioni comuni su tutto il territorio nazionale, ciascuna Regione è stata chiamata ad adottare un proprio piano attuativo per definire quali siano le misure del Programma attivabili sul proprio territorio, in coerenza con la strategia nazionale.
La Regione Marche è tra le prime ad aderire all’iniziativa, a dimostrazione di quanto sia importante per le istituzioni regionali porre in atto tutte le possibili azioni di contrasto alla disoccupazione giovanile. Info: http://www.garanziagiovani.gov.it

Fonte: http://fsemarche.blogspot.it/

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