Le sorprese di Pasqua della Texon

Cosa c’è nell’uovo di Pasqua della Texon? Una sorpresa “fumante” per tutti gli abitanti della Val Menocchia: l’accensione della centrale a olio! Finalmente coronato un sogno durato due anni, quei cattivoni prevenuti del Comitato Villa Santi Val Menocchia non sono riusciti a fermare il progresso, lo sviluppo, la modernità, il benessere. Ma di chi?

1)      Dei proprietari della Texon, che prenderanno contributi (pagati dai cittadini) per circa 700.000 euro all’anno per più lustri per immettere in un territorio a vocazione agricola ossidi di azoto, di zolfo, di carbonio, polveri sottili, ecc.,ecc., ecc;

2)      Del funzionario della Regione Marche ing. Calvarese che, autorizzata la centrale la vigilia di Natale 2009, la vede partire la vigilia di Pasqua 2012, con una perfetta sacralità religiosa, in barba a tutte le contestazioni che gli sono state fatte circa le troppe irregolarità procedurali.

3)      Del Sindaco di Ripatransone D’Erasmo, che lascia la sua “eredità” dopo due mandati dedicati fra l’altro, da bravo geometra quale è, alla cementificazione del territorio e all’incremento delle aree industriali. Preferibilmente però, come nel caso della centrale Texon, al confine con altri comuni, senza avvisarne i relativi Sindaci e cittadini.

Per non parlare del fantastico “business dei girasoli” promosso dalla Cantina cooperativa dei Colli Ripani nel 2010 “vista l’intesa intercorsa con il Comune di Ripatransone e la Texon Italia”. Ma in quali mari del Sud sono finiti tutti i coltivatori del prezioso girasole, il cui olio sarebbe stato  pagato “a peso d’oro” dalla Texon? Forse non esistono più, visto che la centrale Texon può bruciare qualsiasi tipo di olio vegetale. Bisognerebbe avvisare padre Mario Bartolini da Roccafluvione, il missionario  espulso dal Perù per essersi opposto, al fianco degli indios, alla deforestazione selvaggia dell’Amazzonia a favore del business delle palme da olio. Olio a prezzi stracciati destinato ad uso combustibile per alimentare centrali europee simili alla Texon che producono la paradossale “energia verde”.

Infine, come ulteriore sorpresa di Pasqua trovata nell’uovo della Texon, la Provincia di Ascoli Piceno ha improvvisamente scoperto di essere “incompetente”. Cioè ci comunica che, dopo più di due anni di conferenze dei servizi, studi e controlli a spese dei contribuenti, le restrizioni e i limiti alle emissioni imposti alla centrale Texon erano “viziati da incompetenza”. Pertanto, in autotutela, se ne lava le mani come Ponzio Pilato e lascia carta bianca alla Regione. Più precisamente, proprio all’ormai famoso ing. Calvarese!!!

La storia si ripete, i ricchi e i potenti sfruttano tutto e tutti pur di soddisfare la loro avidità. E chi se ne frega se a rimetterci sono quei quattro gatti, pure rognosi, degli abitanti della Val Menocchia o quei pidocchiosi degli indios amazzonici. L’importante è riempirsi le tasche, meglio ancora se in occasione della Santa Pasqua.

 

Il Comitato Villa Santi – Val Menocchia

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