L’archivio storico e la sindrome del falso ricordo

Alla luce di alcune dichiarazioni che sono comparse nei giorni scorsi su internet riguardanti l’archivio storico e ciò che è stato detto a tal proposito durante il Consiglio Comunale tenutosi l’8 ottobre scorso, è doveroso fare chiarezza su alcuni punti.

ArchivioStorico_testata

Parlare senza sapere è indice di ignoranza, nel senso letterale del termine. Se l’autore di certe dichiarazioni fosse stato presente o se fosse stato correttamente informato avrebbe potuto sentire di persona che né il Sindaco Romani, né l’archivista che è stato invitato a parlare, né nessun altro ha mai detto che l’archivio “versava in pessime condizioni nel sottotetto” , ma che si è trattato di un intervento di ricollocazione di parte dei documenti che erano stati spostati nel sottotetto e del conseguente riaggiornamento degli inventari già esistenti. Nessuno si è preso meriti che non ha, né tantomeno si è tentato di cancellare ciò che era stato fatto in precedenza.

Archivio_Storico_Primo_Inventario_2000

Se parliamo di memoria storica allora dobbiamo raccontare tutti i fatti (e non soltanto quelli che possono far comodo) per come sono avvenuti. Forse gli ex amministratori hanno sempre ignorato o continuano ad ignorare il fatto che le vicende archivistiche di Massignano non cominciano il 24 marzo 2012, data dell’inaugurazione presieduta dall’ex Sindaco a conclusione del pur lodevole progetto provinciale “Memorie di carta”, ma ben 12 anni prima, nel 2000, quando il Dott. Andrea Passerini e la Dott.ssa Raffaella Ramini, due archivisti incaricati dall’allora Amministrazione Laureti, ebbero l’oneroso incarico di sistemare ex novo l’intero patrimonio documentario comunale che davvero in quel periodo “versava in pessime condizioni nel sottotetto”.

Questo primo intervento ha prodotto il primo inventario dell’archivio storico di Massignano (tuttora esistente) il quale ha facilitato di molto il lavoro della Dott.ssa Cristina Tassotti nel 2012, che ne ha stilato un secondo. La stessa Tassotti lo scrive chiaramente nell’introduzione al suo lavoro: “L’archivio è stato ordinato e inventariato grazie al lavoro del dott. Passerini che ne ha redatto anche un inventario analitico, consultabile in sede; è stato quindi piuttosto agevole per me operare su questo archivio”. Pertanto anche l’affermazione secondo la quale in quest’occasione “Massignano si è dotata del primo storico inventario dell’archivio” è assolutamente falsa.

Ma per alcune cose che il gruppo consiliare “Uniti per Massignano” ignora ce n’è tuttavia una che ignoriamo noi e per la quale gradiremmo una risposta: perché dei paladini della cultura come gli ex amministratori, che tanto si sono prodigati per il bene dell’archivio storico hanno letteralmente smembrato una parte di quest’ultimo collocando scaffali interi di documentazione con valore storico nel sottotetto, (dove sono collocate le carte dell’archivio di deposito e dell’archivio corrente) allo scopo di creare una saletta riunioni con tanto di grande tavola rotonda, sedie girevoli e divano rosso a due posti?

Questa quantomeno incauta iniziativa ha lasciato piuttosto perplesse e disorientate parecchie persone, a cominciare proprio dalla Dott.ssa Tassotti, la quale, sempre nell’introduzione del suo inventario afferma quanto segue: “all’attenzione dell’Amministrazione Comunale vorrei solo segnalare che la movimentazione del materiale effettuata per creare una sala di lettura per l’utenza non mi ha permesso di rintracciare una parte di documentazione relativa alle carte contabili di periodo post-unitario”.

Una delle due sale, che era stata inspiegabilmente sottratta all’archivio storico, è stata adesso restituita nella sua interezza soltanto negli ultimi mesi, quando l’archivista attuale si è occupato del suo completo ripristino senza peraltro modificare i due inventari preesistenti, ma integrandoli ed arricchendoli con ulteriori informazioni. Tutto ciò ha consentito visite guidate in archivio per i bambini della scuola primaria e inoltre è stato possibile rendere fruibile al pubblico il patrimonio documentario comunale. Il regolamento giunge soltanto come logica conseguenza a tutto questo.

Tanto vi si doveva per amore di verità e della memoria storica in quanto tale e non per interessi di parte.

ArchivioStorico_interno

 

Gruppo Consiliare

Massignano Cambia

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