La sonda New Horizons saluta Plutone

Roma, 14 luglio 2015 – Nuovi orizzonti per la scienza: da oggi sapremo qualcosa in più suPlutone, l’unico grande corpo celeste del Sistema solare a non essere mai stato visitato da apparecchiature umane. Alle 13.49 italiane la sonda New Horizons è passata vicino a Plutone, a 12.500 chilometri di distanza da questo pianeta nano, obiettivo per il quale è stata lanciata il 19 gennaio 2006 da Cape Canaveral, Florida, e ha percorso quasi cinque miliardi di chilometri. New Horizons non si è posata su Plutone ma ha fatto un passaggio radente, che gli esperti chiamano ‘flyby’. La sonda ha inviato un segnale alla base, che – come è logico – ha impiegato però molte ore per raggiungere la Terra. La riuscita dell’operazione p stata fesetggiata dalla Nasa con cori e applausi. In seguito arriveranno le immagini, le prime veramente dettagliate di Plutone, finora studiato soltanto grazie al telescopio spaziale Hubble e altri telescopi terrestri. New Horizons, oltre a scattare foto, analizzerà l’atmosfera e mapperà la superficie del pianeta ma anche di Caronte, la luna di Plutone con cui forma un sistema binario.

È atteso per domani l’invio delle prime immagini, che avranno una risoluzione dieci volte maggiore rispetto a quella delle ultime immagini inviate a Terra dalla sonda della Nasa. Lo ha detto il responsabile scientifico della missione, Alan Stern, del Southwest Research Institute (SwRI), nella conferenza stampa organizzata dalla Nasa subito dopo lo storico avvicinamento

DA NONO A NANO – Scoperto solo nel 1930, Plutone è il nono elemento del sistema solare. Mai visitato da alcuna sonda spaziale, questo nano pianeta, non più grande dell’Alaska e largo 2300 chilometri, ha sempre esercitato grande fascino nell’immaginario comune. Ma cosa sappiamo oggi di Plutone? “E’ molto misterioso, questa sua distanza estrema dal Sole lo rende un corpo diverso dagli altri e non è un caso che sia stato ‘declassato’ (dal 2006 per la comunità scientifica è un ‘pianeta nano’, ndr) perchè ha varie caratteristiche inusuali – sottolinea il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston – la formazione di ogni singolo pianeta è avvenuta in condizioni diverse, in tempi diversi e raccogliendo materiale diverso, quindi ogni corpo celeste ci racconta un pezzo di storia del Sistema solare”. Dopo avere incontrato Plutone, la sonda sta proseguendo il suo viaggio: probabilmente ci farà scoprire qualcosa lungo il percorso di uscita dal Sistema solare “perché è dotata di strumenti diversi e più moderni di quelle che l’hanno preceduta che nel frattempo ne sono uscite – spiega Battiston – ma dovremmo aspettare qualche decina di anni perché la velocità con la quale si allontana dal Sole è limitata rispetto agli enormi spazi che dovrà percorrere”.

C’è stata una grande attesa da parte della comunità scientifica e non, e l’evento è rimbalzato anche sui social e Internet, tanto che persino Google ha dedicato un doodle allo traordinario evento.

Fonte: http://www.quotidiano.net/spazio-plutone-new-horizons-1.1144708?utm_source=mrsend&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter&userid=NL79407

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