“La prego, bocci mio figlio: così avrà un lavoro”

E’ più importante un diploma o un lavoro? E’ questa la domanda sulla quale ci troviamo a ragionare dopo l’approvazione del pacchetto lavoro firmato Letta. Sulla Stampa c’è la lettera di una professoressa di italiano che racconta di di una telefonata ricevuta. Dall’altra parte della cornetta c’è il padre di un suo alunno alle prese con la maturità. L’obiettivo della chiamata non era una raccomandazione in vista dell’esame orale, anche perché lo studente era uno dei migliori della sua classe.

Al contrario il genitore ha chiesto alla professoressa di bocciare l’adolescente. Il motivo? E’ presto detto. Il volenteroso ragazzino durante l’anno si era diviso fra lo studio e un lavoro nero in una pizzeria che potrebbe trasformarsi in una assunzione con tanto di contratto stabile, grazie alla nuova legge sul lavoro, ma se solo il ragazzo non avesse il diploma (questo, infatti, uno dei requisiti con cui accedere agli incentivi).

“La maturità potrà prenderla l’anno prossimo”, ha insistito il genitore davanti alla perplessità della docente. Che alla fine ha attaccato con l’amletico dubbio: fare il proprio dovere e promuovere lo studente trasformandolo in un disoccupato? O bocciare un ragazzo meritevole per consentirgli di ottenere il posto? La lettera del prof si chiude così: “Io non so davvero cosa fare e spero di essere incappata in un caso limite. Mi chiedo però come sia stato possibile concepire una legge che premiando i giovani privi di diploma rischia di incentivare l’abbandono scolastico. È l’ennesima umiliazione del mio lavoro come di quello di tanti colleghi che nonostante tutto buttano il cuore e l’anima oltre le carenze strutturali della pubblica istruzione. Mi domando a questo punto quale senso abbia il mio lavoro”.

Fonte:http://www.cadoinpiedi.it/2013/06/27/la_prego_bocci_mio_figlio_cosi_avra_un_lavoro.html

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3 risposte a ““La prego, bocci mio figlio: così avrà un lavoro””

  • Controllate le fonti: non riportate notizie da altri blog.

    L’articolo dice “su Repubblica.it”, ma la notizia non l’ho trovata. Ho trovato solo una marea di commenti che dicono che questa notizia è un falso ma non si può dare ragione a “qualche voce”, no?

  • La ringrazio del commento, ma avevamo già verificato che la notizia era stata ripresa da Liberoquotidiano.it. L’unico errore è che la “famosa telefonata” è riportata sulla Stampa e non su Repubblica.

    Qualsiasi notizia su questo Blog viene sempre controllata prima di renderla pubblica.

  • Meglio così che le controllate… tante volte si sentono certe scempiaggini in giro (che servono solo a fare notizia!).
    Credevo che fosse anche questo il caso ma meglio così che non lo è! 🙂