“La prego, bocci mio figlio: così avrà un lavoro”

E’ più importante un diploma o un lavoro? E’ questa la domanda sulla quale ci troviamo a ragionare dopo l’approvazione del pacchetto lavoro firmato Letta. Sulla Stampa c’è la lettera di una professoressa di italiano che racconta di di una telefonata ricevuta. Dall’altra parte della cornetta c’è il padre di un suo alunno alle prese con la maturità. L’obiettivo della chiamata non era una raccomandazione in vista dell’esame orale, anche perché lo studente era uno dei migliori della sua classe.

Al contrario il genitore ha chiesto alla professoressa di bocciare l’adolescente. Il motivo? E’ presto detto. Il volenteroso ragazzino durante l’anno si era diviso fra lo studio e un lavoro nero in una pizzeria che potrebbe trasformarsi in una assunzione con tanto di contratto stabile, grazie alla nuova legge sul lavoro, ma se solo il ragazzo non avesse il diploma (questo, infatti, uno dei requisiti con cui accedere agli incentivi).

“La maturità potrà prenderla l’anno prossimo”, ha insistito il genitore davanti alla perplessità della docente. Che alla fine ha attaccato con l’amletico dubbio: fare il proprio dovere e promuovere lo studente trasformandolo in un disoccupato? O bocciare un ragazzo meritevole per consentirgli di ottenere il posto? La lettera del prof si chiude così: “Io non so davvero cosa fare e spero di essere incappata in un caso limite. Mi chiedo però come sia stato possibile concepire una legge che premiando i giovani privi di diploma rischia di incentivare l’abbandono scolastico. È l’ennesima umiliazione del mio lavoro come di quello di tanti colleghi che nonostante tutto buttano il cuore e l’anima oltre le carenze strutturali della pubblica istruzione. Mi domando a questo punto quale senso abbia il mio lavoro”.

Fonte:http://www.cadoinpiedi.it/2013/06/27/la_prego_bocci_mio_figlio_cosi_avra_un_lavoro.html

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