La folla festeggia: Silvio esce dalla porta posteriore

ROMA – Un boato di gioia è esplosa alla notizia che Berlusconi si è dimesso da premier in piazza del Quirinale. Ballano in piazza e gridano: «Libertà»…«Chi non salta Berlusconi è…».Caroselli da tifo calcistico sono invece esplosi nelle vicine strade.

La dimissioni di Silvio Berlusconi da premier hanno avuto come colonna sonora manifestazioni davanti a palazzo Chigi e al Quirinale. Alle 21.45 è cominciata la festa in piazza.

«Auguri» e «Viva l’Italia». È festa in piazza del Quirinale per le dimissioni di Silvio Berlusconi. Una festa come se fosse Capodanno. Con tanto di bottiglie di spumante stappate, trenini di parsone e lancio di coriandoli. Parte dei cittadini che hanno invaso la piazza sta percorrendo via del Quirinale in un corteo improvvisato. Molti altri che sono rimasti in piazza intonano l’Inno di Mameli.

In via del Plebiscito cresce la folla e urla all’indirizzo della residenza ufficio di Silvio Berlusconi chiedendo a gran voce di andare via mentre caroselli di automobili percorrono via del Plebiscito con clacson ‘a schierà, in pieno stile mondiali di calcio. In diversi sventolano un tricolore. Nel palazzo il presidente del Consiglio dimissionario è riunito con i vertici del partito, dopo l’incontro al Quirinale dove ha rassegnato le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Il traffico ad un certo punto si è fatto così intenso che le forze dell’ordine hanno dovuto interrompere il passaggio delle automobili. La folla sta intonando l’inno di Mameli.

La giornata è stata lunga. Silvio Berlusconi, ha lasciato Palazzo Chigi, dall’entrata posteriore. L’uscita del presidente del Consiglio è stata accolta da urla della folla, che gridava ‘Vattene, vattene ladro’. Tante le persone corse dietro alle auto di scorta del premier a piedi, che si sono riversate su via del Corso. Le auto con a bordo il presidente del Consiglio e quelle con i ministri hanno imboccato via del Tritone e non via del Corso dove la folla ostruiva il passaggio proprio davanti alla Galleria Colonna. La macchina del premier è stata preceduta da un’altra sulla quale era a bordo il ministro delle Infrastrutture Matteoli, ed è stata seguita da un’altra vettura sulla quale si trovava il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.

«Buffone, buffone»: così la folla assiepata sul via del Corso, davanti alla Galleria Colonna, alla vista del ministro della Giustizia, Nitto Palma. Urla e fischi anche contro il ministro per le Politiche alla gioventù Giorgia Meloni: «Vai a fare anche tu il bunga bunga». Insulti anche per Mara Carfagna e il sindaco Gianni Alemanno. A chi le urvava «Andate a casa», la Gelmini ha risposto: «Lo stiamo facendo».

Centinaia di persone si sono assiepate davanti a Palazzo Grazioli in attesa di Silvio Berlusconi. Tra la folla ci sono molti contestatori, con cartelloni contro il Cavaliere: una salva di fischi è partita all’indirizzo dell’auto a bordo della quale erano Maurizio Lupi, Fabrizio Cicchitto e Raffaele Fitto.

Traffico bloccato nel centro storico di Roma per le manifestazioni di contestazioni e di festa che si stanno svolgendo in piazza del Quirinale, in piazza Montecitorio e davanti palazzo Grazioli. Poco prima delle 20 è stata riaperta al transito dei mezzi pubblici via del Corso, rimane ancora chiusa via del Plebiscito. In una nota, l’Agenzia per la Mobilità ha spiegato che «restano deviate alcune linee bus per piazza Venezia e via degli Astalli. È rallentato tutto il servizio di trasporto pubblico della zona del centro». Alle 21.30 tutte le strade sono state riaperte.

«Dimissioni, dimissioni» oppure «tutti a San Vittore» sono gli slogan che la folla di contestatori urla davanti a palazzo Grazioli quando arriva un esponente del Pdl. Presenti anche un’ottantina di giovani del Pdl, che attendono invece il premier per acclamarlo.

A Via del Corso a creare un piccolo show con tanto di applausi e grida “brava, brava” è stata Annarella, l’ormai famosa anziana signora che diverse volte si è fermata a parlare con i politici (ultimo in ordine di tempo Umberto Bossi) che di fronte a tv e fotografi ha promesso di ubriacarsi non appena Berlusconi rassegnerà le sue dimissioni.

«Berlusconi, dimissioni!», era il coro scandito da migliaia di persone a via del Corso, tra la Camera dei deputati e Palazzo Chigi. La folla, raggruppata a ridosso delle transenne, mostra cartelli di ogni genere: «12 novembre, festa di liberazione»; «Bye bye Silvio party»; «Game over». «Seguiremo Silvio dappertutto – dichiara uno dei manifestanti al megafono – da Palazzo Chigi a Palazzo Grazioli, da Palazzo Grazioli al Quirinale, dove canteremo l’Alleluia. Abbiamo già contattato gli strumentisti». La gente canta: «Noi siamo italiani, abbiamo un sogno nel cuore, Berlusconi a San Vittore».

Tra la folla sono apparsi cartelli in cui si ringrazia il presidente della Repubblica: «Grazie Napolitano» c’era scritto su un grande foglio, mentre un altro riportava la scritta: «Finalmente». «Questa sarà la sua ultima cena» esclama con soddisfazione uno dei tanti ragazzi. Ad occupare il marciapiede che separa la piazza da via del Corso, non solo adulti ma anche giovanissimi, italiani e stranieri, provenienti dalla Spagna, dalla Germania, dall’America, che alla notizia delle ultime ore del premier non hanno saputo rinunciare a fermarsi. «Dobbiamo fare una foto, è un momento indimenticabile», dice una giovane spagnola.

Molti, tra la folla, sono entusiasti della soluzione adottata e pronti ad accogliere il nuovo esecutivo. «Al momento non potevamo permetterci le elezioni – commenta un ragazzo raccogliendo i consensi di chi gli è accanto – Monti sarà un ottimo traghettatore». E ancora: «Stavamo andando a fondo, Monti è più credibile». Sono decisi a restare, ad aspettare nella speranza di intravedere qualcuno varcare la soglia del Palazzo del governo. «Voglio vedere Berlusconi in faccia, adesso che ha le ore contate – dice una donna – Finalmente dopo la mezzanotte diventerà giorno».

Davanti alla Camera qualcuno sventola un tricolore e alcune bandiere del Fli. Qualcun altro intona cori (‘E adesso Berlusconi al 41 bis’). Diverse persone hanno intonato l’inno di Mameli esponendo cartelli con scritte come «12 novembre festa della liberazione». In piazza ci sono giovani ma anche diverse coppie di anziani. «Oggi è un giorno storico, per questo siamo qui» dicono in molti. In Piazza Montecitorio sono sorte discussioni tra diversi gruppi: alcuni hanno criticato la presenza di sostenitori di Fli. «Prima lo avete votato e ora lo criticate».

Una ventina di aderenti a Forza Nuova che manifestavano con bandiere e cori, sono stati contestati dalla folla, che ha intonato l’Inno di Mameli cercando di allontanarli da Palazzo Chigi.

«È qualcosa che mi amareggia profondamente». Così il premier Silvio Berlusconi, contestato dopo il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi e prima dell’ufficio di presidenza a Palazzo Grazioli, si rivolge ad alcuni esponenti del partito durante l’ufficio di presidenza e prima di salire al Colle per rassegnare le dimissioni. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è arrivato al Quirinale. Il corteo di auto del premier è entrato a fatica nella piazza del Quirinale perchè una folla di persone l’ha occupata urlando contro il Cavaliere buffone, buffone e in galera.

Alla notizia delle dimissioni di Silvio Berlusconi è partito un applauso dalle persone che si sono riunite al centro di Piazza Duomo, a Milano, accanto a dove c’è la postazione degli Indignati. Subito dopo sono state stappate bottiglie di champagne e sono partiti brindisi e alcuni hanno intonato ‘Bella ciaò e l’Inno d’Italia. Al momento sono poco più di un centinaio le persone arrivate in piazza Duomo, diverse con bandiere italiane.

Fonte: il Messaggero

Share the joy
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Autore articolo:

4 risposte a “La folla festeggia: Silvio esce dalla porta posteriore”

  • Era ora.

  • In Italia funziona così: i governi democraticamente eletti non riescono a fare le riforme dal dopo guerra. Per far ciò deve intervenire la UE nonostante questo non si è fatto nulla per scelte impopolari. Pensate che il Presidente incaricato riuscirà? Si pensi che gli attori del Parlamento sono sempre gli stessi dei vecchi marpioni di lungo corso.

  • C’è SEMPRE UNA PRIMA VOLTA O ALMENO SI SPERA

  • Visto che questo governo per il popolo italiano ha un costo aggiuntivo, perchè non si prevede di avviare una class action verso i parlamentari per farlo pagare a loro visto che sono stati capaci di governare e di legiferare?