La “Bara del Cristo Morto”, un tesoro per i fedeli

La Bara del Cristo Morto della nostra Comunità cristiana è tornata al suo originale splendore dopo i lavori di restauro avvenuti nel 2008 ad opera del maestro-artista Giovanni Tonelli di Ripatransone, conosciuto per sue pitture che spaziano dall’artistico all’affresco fino alla decorazione in marmo scagliola. Il suo stile punta essenzialmente alla ricerca del fare artistico nell’ambito delle più svariate attività artigianali, riscoprendo e inventando stili nuovi con riferimento al momento e ai costumi storici. L’artista è conosciuto nella nostra Comunità cristiana poiché ha affrescato la Cappellina laterale della Madonna nella Chiesa di Villa Santi e per aver dipinto inoltre le due formelle delle navate laterali della Chiesa di S.Maria della Misericordia. La Bara del Cristo Morto è esposta nella navata destra ed è protetta da un vetro, in modo tale che i fedeli e i visitatori possono apprezzarla nella sua bellezza e fulgidezza. Questa scultura lignea, molto espressiva è stata realizzata nella prima metà del XVIII secolo, da un ignoto intagliatore marchigiano, su una base di legno dipinta e dorata a mecca. L’opera d’arte è di stile Rococò. Questo è uno stile decorativo che si è sviluppato in Francia nella prima metà del Settecento ed in seguito si è diffuso nel resto d’Europa. Si proponeva come obiettivo il miglioramento del tardo-barocco. E’ caratterizzato da una grande eleganza e la sfarzosità delle forme, dove sono presenti ondulazioni ramificate in riccioli e lievi arabeschi floreali. La Bara del Cristo Morto è costituita da due corpi, una portantina inferiore e un baldacchino superiore uniti tra loro da dei supporti angolari a doppia voluta inversa. Lungo le facce esterne della portantina, comprese tra i sostegni recanti rosette ellissoidali dorate e cornici a modanature graduate, corrono dei fregi di girali di foglie di acanto con corolle al centro, interrotti nel mezzo delle facce da decorazioni in rilevo. Sui sostegni decorati con foglie di acanto accartocciate, sono ricavate delle teste di angeli alati in rilevo che sorreggono il soffitto a pagoda orlato lungo i bordi esterni, corsa in basso da un fregio continuo di fogliette lanceolate, da cui pendono nappe lignee recanti al centro una rosetta a quattro petali dorata. Teste di angeli alati ad alto rilevo occupano le chiavi degli archi in cui si incurva la cornice su ogni fianco. Sopra ogni arco sono poste due foglie di acanto accartocciate, con la centro una palmetta. Cinque angeli alati col corpo a tutto tondo, dipinto in bianco avorio con drappo dorato appoggiato sulla spalla destra che scende loro sul fianco, recano sulle mani i simboli della Passione (Fonte della Direzione Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche di Urbino). La Bara del Cristo Morto viene tolta dal suo posto abituale ed utilizzata per le celebrazioni pasquali. Viene portata in processione per le vie del centro storico, quindi deposta in Chiesa per l’adorazione nel venerdì Santo, giorno della morte di nostro Signore. Un tempo questa Bara del Cristo Morto era seguita anche dalle statue della Madonna Addolorata e da quelle delle Pie Donne ora poste sulle quattro nicchie laterali dell’altare di S.Giacomo Maggiore. Una rievocazione emozionante che alimenta il senso di mistero e di timore dell’avvenimento, della Morte e Risurrezione di Nostro Signore che si è fatto come noi per salvarci e redimerci.

Luigver

 

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