Je Suis Charlie

La notizia del massacro di Parigi presso la redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo è arrivata nella redazione di Vivere come uno schiaffo. Essere uccisi per le proprie idee è qualcosa che pensavamo di non dover vedere mai più.La stampa libera non è mai piaciuta a molti. Nel corso della storia i nemici della libertà di pensiero hanno assunto diverse vesti: pensiamo ai roghi di libri durante gli anni più bui del Medioevo, alla censura della stampa tipica di tutti i regimi di destra e di sinistra, ad internet controllato dal regime in Cina, ai grandi organi di informazione nelle mani di poche persone.

Proprio in Italia, due millenni fa, è nato un genere letterario che permette di criticare il potere aggirando i filtri della censura. Stiamo parlando della Satira: un genere che nasconde le critiche dietro una risata ed una metafora.
A volte la censura si presenta per quello che è, nel nome di chi ritiene di avere la verità in tasca. Altre volte si maschera, finge di tutelare il lettore e la moralità pubblica. Trovare una scusa per censurare le vignette di Charlie Hebdo, spesso feroci e al limite dell’offensivo, non sarebbe certo difficile. Eppure è questo diritto di ridere e criticare tutto e tutti che va difeso. Sempre e comunque perché nessuno può decidere cosa gli altri possono pensare, leggere, scrivere o disegnare.

Vedere la censura prendere le armi ed uccidere è scioccante. Purtroppo però non possiamo dimenticare che questo fatto tragico è solo la punta dell’iceberg degli ostacoli che la stampa incontra oggi, anche in Europa. Sto pensando agli editori dei grandi giornali spagnoli che forzano la chiusura di Google News in modo da togliere visibilità ai piccoli editori. Sto pensando ai giornalisti sottopagati che certo non possono permettersi di fare giornalismo di qualità. Sto pensando alla legge italiana che permette a chiunque di querelare un giornalista che, anche se assolto, dovrà comunque pagare migliaia di euro di avvocati.

Le 12 morti di Parigi incoraggiano tutti noi ad affrontare ogni giorno le difficoltà che ci troviamo innanzi nel realizzare un giornale libero e, speriamo, irriverente.

Fonte:http://www.viveresanbenedetto.it/index.php?page=articolo&articolo_id=512910

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