Incontro di formazione C.S.I.

Il 28 ottobre alle ore 21.15 presso il salone della Parrocchia di San Giacomo della Marca, si è tenuto il primo di una serie di incontri di formazione per Dirigenti, Tecnici, Giocatori ,Educatori ed Animatori impegnati nel mondo giovanile C.S.I. Oggetto di confronto il calcio, che se viene praticato con le regole, diventa lo strumento della educazione; lo sport non può essere ridotto solo a una questione di gol e di medaglie,  di coppe, primati e traguardi tagliati a suon di miliardi e dirette  televisive. Lo sport è qualche cosa di più alto e più nobile: è il ‘veicolo’ privilegiato per la formazione ‘integrale’ dell’uomo, attento ai valori della solidarietà, del lavoro, del sacrificio, della giustizia. Un “veicolo” che forma e aiuta a crescere, e condanna ogni forma di ‘scorciatoia’ per raggiungere sogni impossibili e ricchezze effimere, ricorrendo anche al trucco e a volte anche al doping. Tutti sono chiamati in primo piano ad educare nelle situazioni sportive in cui siamo coinvolti in prima persona e non; l’educatore può lasciare tutti in panchina, non esiste il giocatore più bravo o meno bravo , bensì chi può dare di più o meno contribuendo in maniera diversa al bene della squadra e del gruppo. La missione degli educatori è quella di accogliere, orientare, allenare e dare speranza nei momenti difficili. Affrontare i problemi sinceramente per unire anziché dividere, motivando gli atleti, creando affiatamento…nessun giocatore potrà mai essere uguale ad un altro…può migliorare imparando , nel collettivo e diventare indispensabile come tutti. Lo spirito del C.S.I è ritrovarsi in gruppo, per condividere emozioni, per stare insieme, per aiutarsi dentro e fuori dal campo, per migliorare lo stile di vita. Il potenziale nascosto nello sport, fa si che diventi un particolare e importante strumento, dell’ integrale sviluppo della persona umana, come anche un fattore indispensabile nel processo della costruzione della società più umana. Il sentimento della fraternità, la magnanimità, onestà e il rispetto verso il corpo – che di sicuro è un’indispensabile virtù di ogni persona sportiva – contribuiscono alla costruzione della società, dove il posto degli antagonismi ricopre la rivalità sportiva, dove si dà più grande valore all’incontro che al conflitto, onesto combattimento che cattivo confronto. Lo sport inteso così, non è ne lo scopo ma il mezzo: può diventare un fattore per la costruzione della civilizzazione e al servizio di un vero divertimento, rianimante delle persone per mostrare i loro lati più belli, e scappare da qualsiasi cosa che può minacciare e provocare i danni a loro stessi ed altrui.
Con l’auspicio di un felice esito per il campionato di calcetto a 5 C.S.I.

Fonte: Csi Ascoli Piceno

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