Incontro con Massimo Rossi a Massignano

Giovedì 21 febbraio 2013 alle ore 21:00 presso il Ristorante Hotel Villa Aniana di Massignano incontro con Massimo Rossi Candidato alla Camera per Rivoluzione Civile.

 

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27 risposte a “Incontro con Massimo Rossi a Massignano”

  • è

  • ha consegnato la PROVINCIA alla DESTRA

  • “Ho guardato le liste, studiato un po’ l’operazione e devo dire che “Rivoluzione civile” non mi convince. La stima per il magistrato Ingroia è fuori discussione, come pure il fatto che molti punti del suo manifesto sono condivisibili. Quel che mi lascia perplesso sono i seguenti elementi.
    1. Il leaderismo. Si punta tutto sul nome di Ingroia, messo a caratteri cubitali nel simbolo, candidato in tutte le circoscrizioni, specchietto per le allodole, come Berlusconi.
    2. L’ambiguità magistratura-politica. Quando sei così esposto per le indagini che hai condotto, da ultima quella su Stato e Mafia, dovresti riflettere un po’ di più prima di andartene in Guatemala e poi entrare in politica, dopo settimane di traccheggiamenti e senza prima prendere la decisione, non obbligatoria ma in questo caso opportuna, di dimetterti dalla magistratura. Altrimenti contribuisci ad alimentare la critica, non sempre in malafede, di politicizzazione della giustizia. E rendi ancora più difficile la vita ai colleghi magistrati che lasci in prima linea a Palermo.
    3. Il maquillage. Dietro il nome di Ingroia e la facciata riverniciata di arancione, ci sono tre o quattro piccoli partiti destinati all’estinzione parlamentare: Idv, Pdci, Rifondazione Comunista, Verdi. Se l’operazione 4 per cento va in porto, questi piccoli partiti già di fatto estinti piazzeranno alla Camera i loro dirigenti, candidati tutti in pole position. Più che di rivoluzione civile si tratta di riciclaggio politico.
    4. L’unione artificiale fra diversi. Quanto ci metteranno questi signori a dividersi? Il tempo di poche sedute parlamentari, prevedo. Troppo diversi, troppi galletti di inconciliabile estrazione in un medesimo pollaio. Comunisti di varia scuola con ex fascisti, garantisti terzomondisti con manettari e sbirri. Suvvia.
    5. Il rapporto con il Pd. Se decidi di entrare in campo, come dici, contro il Montismo e per una piattaforma di laicità e riforma radicale, non puoi continuare a proporti al Pd, che ha la sua storia, ben nota, i provvedimenti di Monti li ha tutti votati in parlamento e non ha mai fatto mistero di volersi alleare con il centro dopo le elezioni. Ancora sperano di essere alternativi a Monti nelle grazie di Bersani e soci? Si può proporre la rivoluzione civile insieme a coloro che hanno contribuito a portarci così in basso?
    6. Il criterio di selezione dei candidati. Chi ha deciso la posizione in lista dei candidati? Il ruolo delle assemblee locali, a quanto risulta, non è stato tenuto in alcun conto, per esempio a Milano. La mobilitazione dal basso, sbandierata a parole, non c’è stata. Si sono battute altre strade: oltre alla lottizzazione partitica, il marketing. Vedi la candidatura in posizione sicura del giornalista Ruotolo o del pentito del grillismo Favia, fatta apposta per portar via voti al M5S.
    7 C’è poi un’altra cosa che preliminarmente giudico negativa. L’ispiratore dell’operazione è stato Luigi De Magistris, che pure non è in lista ma ha anch’egli piazzato qualche suo uomo in pole per la Camera. Anziché programmare rivoluzioni nazionali, sarebbe meglio che si dedicasse ai seri problemi della città di cui è sindaco. Come metodo, vale per tutti. Chi è stato eletto a una carica, prima di dedicarsi ad altro, dovrebbe onorare il proprio mandato.

  • Sono contento che hai trovato il link, vedo che ti interessi del MOVIMENTO 5 STELLE allora non capisco come mai ancora fai il militante di un partito ITALIANO. Forse perchè ne trai qualche vantaggio personale stile vecchia democrazia cristiana. Tu che sei militante di un partito pressochè insignificante inizia a ragionare con la tua testa non con le direttive impartite dalla sezione di partito. Liberati, inizia a volare, ne a destra ne a sinistra SOPRA !!!!! ORA SI CAMBIA MENODUE

  • Sono contento che sei un frequentatore del sito del MOVIMENTO 5 STELLE, si vede che un po di raziocinio ancora ti è rimasto, se ti sei soffermato a leggere altre cose, non capisco allora come fai ancora a militare in un partito italiano. Forse perchè ne trai dei vantaggi personali come hanno sempre fatto fino adesso gli amici dei partiti. Inizia a ragionare con la tua testa, non con le direttive impartite dalle sezioni di partito. L’italia si è svegliata non vi vogliamo piu’ i politicanti non li vogliamo piu’, ne destra ne sinistra SOPRA !!! l’italia DEVE TORNARE AGLI ITALIANI

  • spero che non succeda ma se le destre vincono COME AL SOLITO è grazie all’appoggio dell’estrema sinistra COME AL SOLITO

  • x copia e incolla: approvo tutto quanto scritto sopra escluso il tuo post, scusa ma tu come fai ad informarti, quali sono le tue fonti, a meno che tu non sia un politico “professionista” che si è occupato della stesura del programma di qualche partito oppure talmente vicino a vertici di partito che ti hanno confidato cose che noi poveri cittadini non sappiamo. Bene ai copia e incolla se si riportano cose interessanti, altre idee, opinioni, punti di vista, ma voi di sinistra tutto questo non è ammesso, se non si pensa come voi automaticamente è nemico. Penso anc’io che Gli Italiani hanno aperto gli occhi. Io ho deciso voto Movimento 5 stelle.

  • Sintesi dei punti programmatici della Lista di Rivoluzione civile:
    PER L’AMBIENTE
    1. No alla Tav e al Ponte sullo Stretto di Messina
    2. Investire sulla prevenzione del rischio idrogeologico e su un Piano delle piccole opere
    3. Lotta contro i crimini ambientali
    4. Adottare una road map per l’uso efficiente delle risorse, come è stato fatto dall’Unione Europea
    5. Archiviare la stagione delle deroghe agli strumenti di pianificazione urbanistica
    6. Sostenere i green jobs in tutte le filiere produttive
    7. Aumentare gli stanziamenti del Ministero dell’ambiente
    PER LA CONOSCENZA E LA CULTURA, PER UN’INFORMAZIONE LIBERA
    1. Riaffermare che conoscenza, cultura, informazione sono beni comuni, diritti fondamentali non
    privatizzabili e mercificabili;
    2. Difendere la libertà di insegnamento minacciata da procedure arbitrarie di valutazione (Invalsi, Anvur)
    3. Abrogare le controriforme Gelmini di scuola e università. Aumentare i finanziamenti a scuola, università, ricerca pubbliche, recuperando i tagli operati da Berlusconi e Monti, eliminare i finanziamenti agli istituti privati. Bloccare ogni tentativo di privatizzazione e frammentazione del sistema scolastico-uiversitario e riaffermare la democrazia interna.
    4. Innalzare l’obbligo scolastico a 18 anni
    5. Introdurre l’organico funzionale, stabilizzare il personale precario nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università e negli enti pubblici di ricerca
    6. Portare l’investimento nella cultura almeno all’1% del Pil, sostenere la produzione e distribuzione indipendente e le istituzioni culturali pubbliche, varare un piano straordinario di manutenzione del patrimonio culturale con lo sblocco delle assunzioni
    7.garantire ai lavoratori della cultura i diritti di tutti i lavoratori, dagli ammortizzatori sociali alle malattie professionali, dagli infortuni sul lavoro al diritto a maternità e pensione. Riconoscere il carattere “intermittente” del loro lavoro
    8. Rompere gli oligopoli nel sistema della comunicazione, varando la legge sul conflitto di interessi e una legge antitrust. Ribadire la centralità del servizio pubblico radiotelevisivo, eliminando l’ingerenza dei partiti, e garantendo una gestione democratica e partecipata della Rai. Assunzioni per concorso pubblico.
    PER UN’EUROPA DEI DIRITTI
    1. La Bce deve diventare “prestatore di ultima istanza”;
    2. Va istituita una vera Tobin tax;
    3. Vanno separate le banche di credito da quelle di investimento;
    4. Va promosso l’audit sul debito;
    5. Va rinegoziato il Fiscal compact;
    6. Vanno utilizzate le risorse derivanti dalla lotta all’evasione, alla corruzione, all’economia illegale per politiche di sviluppo che diminuiscano il rapporto tra debito e Pil;
    7. Va sostenuta la riconversione ecologica dell’economia, favorendo le attività a basso consumo di risorse ed ad alta intensità occupazionale;
    8. Vanno promosse politiche di convergenza fiscale e salariale;
    9. Va creato un indicatore del benessere sociale e ambientale
    PER LA LAICITA’ E LE LIBERTA’
    1. Riconoscere le unioni civili delle coppie omosessuali, incluso il diritto al matrimonio e all’adozione;
    2. Garantire la piena attuazione della Legge 194. Occorre una nuova legge sulla fecondazione medicalmente assistita;
    3. Regolamentare il testamento biologico e il fine vita;
    4. Abrogare la legge Bossi-Fini, chiudere i CIE, nuova legislazione in materia di immigrazione, che abolisca il reato di clandestinità. Legge per i diritto d’asilo e cittadinanza ai nati in Italia.
    PER IL LAVORO
    1. Ripristinare l’articolo 18, cancellare l’articolo 8 e la riforma delle pensioni
    2. Approvare la legge sulla democrazia nei luoghi di lavoro.
    3. Cancellare la precarietà, istituire un Reddito minimo garantito per i giovani e un’assegno di maternità universale le donne
    4. Piano straordinario per il lavoro, nei settori del risanamento idrogeologico, della manutenzione ed efficientamento del patrimonio pubblico, della mobilità sostenibile
    5. Aumento della spesa per ricerca e sviluppo
    6. Stabilizzare i precari della scuola e della Pubblica Amministrazione
    PER UNA GIUSTIZIA PIU’ EQUA E UNA POLITICA ANTIMAFIA CHE VOGLIA ELIMINARE LA MAFIA
    1. Colpire la mafia nelle strutture finanziarie e nell’intreccio con la politica;
    2. Ripristinare i reati di falso in bilancio e concussione per induzione ed abrogare le leggi ad personam;
    3. Introdurre i reati contro l’ambiente e l’autoriciclaggio;
    4. Introdurre il reato di tortura;
    5. Garantire la trasparenza dell’operato delle forze di polizia;
    6.Sostenere i processi di depenalizzazione e tutelare i diritti della popolazione carceraria;
    7. Riformare il processo penale e il processo civile per renderli più celeri nel rispetto delle garanzie.
    PER I DIRITTI UMANI, LA PACE E IL DISARMO
    1. No all’acquisto degli F35, No al DdL Di Paola- Monti sulla riforma delle Forze Armate
    2. Ritiro immediato delle truppe italiane da tutte le missioni di guerra. No all’intervento militare in Mali.
    3. Riduzione delle basi militari sul territorio italiano.
    4. Nuova legge sulla cooperazione
    5. Riconoscimento dello Stato Palestinese. Due Stati per due popoli
    PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE E LE ATTIVITA’ ARTIGIANALI E AGRICOLE
    1. Snellire le procedure burocratiche, sbloccare il credito alle imprese e i pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione;
    2. Intervenire sulla PAC per sostenere la valorizzazione delle filiere di qualità sul solco della green economy;
    3. Investire sulla banda larga gratuita per tutti;
    4. Sostenere la tutela e la valorizzazione del paesaggio,l’agricoltura, la biodiversità;
    5. Premiare le imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato.
    PER UNA NUOVA QUESTIONE MORALE ED UN’ALTRA POLITICA
    1. incandidabilità dei condannati e dei rinviati a giudizio per gravi reati contro la pubblica amministrazione;
    2. abolizione della diaria dei parlamentari;
    3. diminuzione drastica dei compensi di parlamentari e consiglieri regionali
    4. limite di due mandati per parlamentari e consiglieri regionali.
    5. taglio drastico di consulenze d’oro e consigli di amministrazione inutili.
    6. Costruire spazi di partecipazione permanenti, valorizzando la democrazia diretta e partecipativa.
    PER L’UGUAGLIANZA E I DIRITTI SOCIALI
    1. Redistribuire la ricchezza, attraverso le politiche fiscali, del lavoro e del welfare;
    2. Eliminare l’IMU sulla prima casa estendendola agli immobili commerciali della Chiesa e delle fondazioni bancarie, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze;
    3. Contrastare evasione e elusione fiscale;
    4. Nel complesso, alleggerire il carico fiscale sui redditi medio-bassi, il lavoro, l’impresa, aumentandolo su rendite e grandi patrimoni. No all’aumento della tassazione indiretta;
    5. Rafforzare la sanità pubblica, finanziandola adeguatamente, ridurre tickets e liste di attesa. Rilanciare la sanità territoriale;
    6. Adeguare l’Italia alla media europea nel campo delle abitazioni sociali, sospendere gli sfratti, rifinanziare il fondo per l’affitto.
    7. Definire i livelli essenziali di assistenza, rifinanziare il fondo per le politiche sociali, definire un piano per la non autosufficienza, svincolare gli investimenti sul sociale dei Comuni dal patto di stabilità.
    8. Stabilizzare il 5×1000 per le ONLUS.

RIVOLUZIONE CIVILE il 22 febbraio, 2013 alle ore 11:45
  • Spesso mi capitano discussioni con esponenti del Movimento 5 Stelle.
    Indipendentemente dall’argomento di partenza, si finisce sempre nella stessa maniera: una valanga di insulti oppure la monotona risposta: “Tu non conosci il programma del Movimento, quindi
    non puoi parlare. Vattelo a leggere”.
    Poichè io me lo sono letto e l’ho esaminato e pesato, vediamo di illustrarne i punti principali.
    E poichè i punti sono tanti, limitiamoci ad esaminare i punti irrealizzabili o sbagliati. Naturalmente non tutti lo sono. Per esempio, se esaminiamo il capitolo istruzione, diversi sono i punti condivisibili: l’abolizione della legge Gelmini, accesso via Internet alle lezioni universitarie, investimenti nella ricerca universitaria, risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica (cosa che tra l’altro è solo
    l’applicazione di quanto scritto in Costituzione). Altre sono dichiarazioni di intenti senza alcun contenuto
    concreto. Per esempio se parliamo di “Integrazione Università/Aziende”, che cosa intendiamo? Oppure
    la valutazione degli insegnanti da parte degli studenti: vogliamo veramente che la scuola diventi un gioco
    di ripicche e capricci tra studenti ed insegnanti? Oppure le valutazioni serviranno solo per prendere per i
    fondelli gli alunni?
    Altri punti sono decisamente sconsigliabili, in un sistema quale quello italiano. Per esempio l’abolizione
    del valore legale del titolo di studio. In astratto, è una buona cosa: ci sono persone che hanno notevoli
    conoscenze o abilità e che possono lavorare in diversi settori. Ma guardiamoci intorno: veramente verrà
    usato in questo modo l’abolizione del valore legale del titolo di studio? In un Paese dove viene creata
    una cattedra ad hoc per la figlia di un rettore universitario, che succederebbe? Che tutti i rampolli, più o
    meno imbecilli, dei vari baroni della medicina, delle università e della politica e di ogni altra professione
    diventerebbero successori dei rispettivi genitori. E le conseguenze si possono facilmente immaginare.
    Altri punti costituiscono solo una presa in giro. Quando si parla per esempio di digitalizzare i libri e di
    fornirli gratuitamente, questo comprende anche la fornitura di lettori appositi o quanto meno di un iPad a
    ciscun alunno? QUando si parla di “Sviluppo delle strutture di accoglienza per studenti”, non è
    specificato a che costo e chi dovrà pagare quel costo. E soprattutto a quale capitolo di spesa verrà
    appoggiato: quello delle università? QUindi diminuiranno gli insegnati o gli altri servizi universitari? O
    dagli investimenti per la ricerca? Ma quelli devono aumentare. Insomma, molta confusione e poca
    sostanza.
    Non va meglio per la sanità. Anche qui si può fare una ripartizione simile a quella vista per la scuola.
    Bene l’idea di stimolare e promuovere l’uso di farmaci generici, magari attraverso la prescrizione del
    principio attivo e non del medicinale; ma come costringere i medici a farlo? Il problema resta quello.
    Bene l’accesso gratuito alla sanità per le prestazioni essenziali ed un ticket progressivo in base al reddito
    (almeno in teoria: grazie all’evasione fiscale, i ricchi non pagherebbero nulla); così come l’uso
    dell’8X1000 per la ricerca medica. Ma come si fa a dire di vietare i premi per gli informatori scientifici del
    farmaco? Il loro stipendio è basato quasi esclusivamente sui premi.
    Poi è comico il punto “eliminazione degli inceneritori”. E Parma ne è un esempio. La giunta Pizzarotti e la
    magistratura hanno bloccato la costruzione dell’inceneritore. Problema risolto? No, perchè la spazzatura
    da qualche parte va messa. E quindi il Comune paga un sacco di soldi per mandare nei comuni vicini,
    che hanno l’inceneritore, i rifiuti non riciclabili. Si vogliono abolire gli inceneritori? Si può fare. Ma c’è
    bisogno di una legislazione particolare, in particolare sugli imballaggi, che va fatta con l’autorizzazione
    europea. Ed una miriade di leggi locali… insomma, la cosa è parecchio più complicata di come la
    racconti Grillo. L’introduzione del reato di strage contro quegli amministratori pubblici che abbiano
    praticato una politica nociva per gli interessi dei cittadini, sfiora il ridicolo: i ministri, essendo
    parlamentari, non possono essere condannati, lo prescrive la Costituzione che considera insindacabile il
    voto espresso da un parlamentare. In quanto agli amministratori locali, c’è il principio che la
    responsabilità penale è personale. Come applicarla, quando una legge è stata decisa dall’intera giunta e
    dalla maggioranza dei consiglieri? Facciamo un bel processo dove ciascuno scaricarebbe la propria
    responsabilità sull’altro, asserendo contemporaneamente di non essere a conoscenza delle
    conseguenze sull’ambiente e sui cittadini? Il 90% ed oltre finirebbero in una assoluzione di massa.
    Interessante invece la proposta di abbandonare l’attuale sistema di un direttore generale di Asl a favore
    di diversi consigli di amministrazione. Dimostra che evidentemente Grillo intende aumentare le spese
    inutili, aumentando i boiardi di Stato, cioè quelli che incassano soldi per fare poco o nulla.
    Infine una notazione personale: uno dei punti riguarda l’aumento dell’informazione di stili di vita salutari e
    “scelte di consumo consapevoli per sviluppare l’autogestione della salute”. E chi lo decide quali sono? Io
    ricordo sempre il fatto che l’inventore delo jogging è morto di infarto a 55 anni mentre faceva jogging.
    Inoltre dice che bisogna “informare sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce,
    medicina predittiva), ridimensionandone la portata, perchè spesso risponde a logiche commerciali”. Io lo
    trovo alquanto contraddittorio. E voi?
    Veniamo ad uno dei punti più delicati, dato che sono parte in causa e mi si può accusare di agire per la
    “casta”: mi riferisco all’informazione. Cosa che è affrontata in molti punti, nel programma del Movimento
    5 Stelle, estremamente demagogici e poco concreti e realistici.
    E’ chiaro che finchè parliamo di estendere l’ADSL a tutto il territorio nazionale, non si può che essere d’accordo. Anzi, io proporrei per andare verso le fibre ottiche direttamente, ove possibile.
    Ho seri dubbi che si possa introdurre l’obbligo per il querelante di un giornalista di depositare la stessa
    somma chiesta come risarcimento: se un giornalista ingiuria e diffama un povero cristo, questi non
    potrebbe querelarlo. Sarebbe molto più logico stabilire che un giornalista possa essere portato in giudizio
    civile solo dopo una condanna nel processo penale. In questo modo, il giornalista serio avrebbe dalla
    sua un’arma formidabile di difesa: la verità. Nel processo penale il giornalista che dice la verità è sempre
    assolto. E questo bloccherebbe le richieste milionarie in anticipo.
    Poi ci sono alcune norme contrastanti: per esempio l’abolizione del canone telefonico insieme ad una
    riduzione dei costi. Le società telefoniche sono società commerciali, non enti di beneficienza. E poi c’è il
    rischio di un abbandono delle tariffe flat che adesso si stanno diffondendo. Allo stesso modo, anche se è
    giusta l’idea di aumentare le antenne per il wi-fi, con le tariffe attuali rischia comunque di essere poco
    utilizzato.
    Sull’idea di statalizzare tutti gli impianti telefonici fissi (cioè centraline, cavi telefonici, ecc.) per darne poi
    in affitto l’uso agli operatori telefonici, resta da vedere quali saranno i costi e poi se le compagnie
    telefoniche ne troveranno un reale beneficio. E poi, i successivi investimenti chi li farà? La Telecom le fa
    perchè ha un interesse diretto economico; ma lo Stato no. Il problema delle nazionalizzazioni è sempre
    questo: cghe il settore diventa in breve tempo tecnologicamente antiquato. E nel settore di Internet è una
    cosa che non ci possiamo permettere.
    Ora, veniamo al punto più delicato. Grillo propone l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti, la creazione di
    un solo canale pubblico senza pubblicità ed indipendente dai partiti (e sarebbe curioso sapere come,
    visto che dovrebbe essere di informazione), l’esproprio di fatto del controllo delle Tv private e dei giornali
    nazionali che devono avere un azionariato diffuso e dove l’azionista principale non deve avere oltre il
    10% delle azioni. Tralasciamo i discorsi di ordine legale (è da valutare se è costituzionalmente
    compatibile con l’articolo della Costituzione a proposito della libertà di impresa e sulla proprietà privata) a
    proposito della proprietà. Ma chi investe i propri soldi in una attività di cui non ne ha il controllo? Certo, lo
    si può fare per una speculazione, ma nessun imprenditore comprerebbe azioni sul lungo termine per non
    poter controllare nulla. MI si obietterà: ma in Mediobanca lo fanno. Già, ma Mediobanca, oltre ad essere
    una particolarità nel panorama italiano o mondiale, è appunto una banca. E una banca può perdere
    denaro solo se fa molte stupidaggini. Una gestione ordinaria porta un grosso afflusso di denaro ogni
    anno. Cosa che non si può garantire per una Tv. Idem dicasi per un giornale. A questo Grillo aggiunge
    due chicche: abolizione del contributi pubblici a giornali e Tv e asta delle frequenze televisive ogni 5
    anni. Il primo potrebbe anche essere ragionevole, ma dopo aver rivoluzionato la TV e la raccolta
    pubblicitaria. Cosa che nel programma c’è: ogni società di raccolta pubblicitaria non può superare il 5%.
    Ma anche qui il tetto è troppo basso: si creerebbe una miriade di piccole e piccolissime società che
    dovrebbero lottare per non morire. COsì come il limite di proprietà al 10%. E poi: chi è così scemo da
    spendere centinaia di milioni di euro per una frequenza sapendo che poi non guadagnerà abbastanza
    nei successivi 5 anni da ripagare l’investimento? E anche se lo ripaga, si mangerebbe quasi tutto il
    guadagno ottenuto. Insomma, non ci sarebbe più nessun interesse economico ad avere una Tv. E
    probabilmente è questo l’intento di Grillo. Certo, la situazione attuale con Berlusconi padrone
    incontrastato dell’etere è pessima, ma qui andiamo dall’altra parte. Dalla morte del sistema per
    eccessiva concentrazione alla morte per eccessiva dispersione.
    Infine l’ultimo punto, all’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti. Una possibilità su cui sarei d’accordo, se
    non fosse per un punto: la tutela delle fonti. Io, come giornalista, ho diritto a tutelare le mie fonti; la legge
    non può costringermi a dirle, se non in casi eccezionali (ed anche in quei casi ccezionali, spesso il
    giornalista si rifiuta). Se aboliamo l’Ordine, come posso far scattare questa tutela? Il punto cruciale è
    solo questo. Se si sostituisce l’Ordine con una garanzia che tuteli questo diritto elementare del
    giornalista, obiezioni non ce ne sono. Ma nulla nel programma di Grillo garantisce questo.
    Quindi, anche nel campo dell’informazione, ci troviamo con lo stesso stile: molto populismo e molta
    demagogia, qualche idea valida e condivisibile, in tutto mescolato in un impasto confuso ma allettante
    per chi non conosce la situazione. Perchè quando abbiamo Mediaset che raccoglie oltre il 60% della
    pubblicità nel campo dell’informazione; e la Rai che raccoglie oltre il 30%, resta un 6-7% che va spartito
    tra tutte le altre Tv private e tutti i quotidiani locali e nazionali. Per questo allo stato eliminare i contributi
    pubblici è sbagliato. Bisogna riequilibrare il mercato e contemporaneamente ridurre progressivamente i
    contributi pubblici. Ma non con limiti assurdamente bassi, come propone il programma del M5S. I limiti devono essere ragionevoli: per esempio 20% per società per la raccolta pubblicitaria; mentre si può
    anche eliminare il limite di proprietà per ogni Tv. Infatti oggi con il digiutale ed il satellite, possedere il
    100% di un solo canale può non essere sufficiente per mantenere attivo e remunerativo quel singolo
    canale.
    Nella pagina relativa ai trasporti, è quasi tutto condivisibile, anche perchè gran parte è già stato
    realizzato. Sviluppo dei servizi pubblici, integrazione degli stessi, sviluppo delle ferrovie, ecc. sono
    assolutamente condivisibili. Ma già a Napoli, solo per fare un esempio, è dal 1994 che esiste il “biglietto
    unico”: un biglietto a tempoche consente di prendere qualsiasi mezzo pubblico entro la fascia
    chilometrica prevista. Per cui il cittadino può, con un solo biglietto, prendere le 6 linee ferroviarie
    metropolitane, gli autobus, i tram, ecc. Condivisibile anche il no alla Tav in Val di Susa, dato che si tratta
    di un’opera inutile, visto che esiste il tunnel del Frejus che è utilizzato al 20%. Non è nuova neanche la
    tassazione sulle auto non elettriche guidate da un solo passeggero (a Milano c’è l’Ecopass che è stato
    introdotto proprio con questo scopo) e fubnziona, a condizione di fare forti investimenti: bisogna costruire
    una rete di parcheggi all’esterno dei centri cittadini e una rete enorme di servizi pubblici. Ma è fattibile.
    Da notare la furbizia ipocrita: la voce “Blocco immediato del Ponte sullo Stretto” è cancellata e seguita
    dall’espressione “obiettivo raggiunto”. Come se il Movimento 5 Stelle c’entrasse qualcosa in una
    decisione che è stata portata avanti negli ultimi 10 anni solo dal Pdl e per motivi elettoralistici.
    Se si passa alla voce “Stato e Cittadini” ricomincia il solito mix: qualche proposta condivisibile, molte
    sparate demagogiche e qualche banalità inutile. Per esempio è assolutamente condvisibile l’abolizione
    dei privilegi dei parlamentari e l’abolizione dei contributi pubblici ai partiti (tra l’altro i cittadini italiani
    hanno detto di no già nel 1993 con un referendum). Condivisibile anche l’abolizione delle Province
    (intese come conglio provinciale, giunta e presidente della Provincia); sono scettico sull’accorpamento
    dei comuni sotto i 5000 abitanti. Nel senso che andrebbe sperimentato se dà dei vantaggi o meno.
    Poi ci sono le sparate populistiche: che significa che lo stipendio parlamentare va allineato alla media
    degli stipendi nazionali? Lo stipendio parlamentare è già allineato: è pari a 5700 euro al mese ed è pari
    al 70% del Presidente dellaCorte di Cassazione. Questo adesso. Ma che vuiol dire? Il grosso delle
    entrate di un parlamentare è dato da altre fonti: la diaria, i 4000 euro al mese per pagare due portaborse
    (e che poi il parlamentare in gran parte si intasca), i 4300 euro al mese per l’affitto di un appartamento a
    Roma, i rimborsi spese, i biglietti gratuiti per treno e aereo, ecc. ecc. Tutto questo non fa parte dello
    stipendio, ma costituisce il 75-80% delle entrate di un parlamentare. E – quando si dicono le coincidenze
    – queste somme non fanno parte dell’autoriduzione che i grillini sbandierano come novità del loro
    Movimento. Loro si autoridurrebbero lo stipendio da 5700 a 5000 euro al mese (questo prevede
    l’accordo firmato con Grillo) conservando tutti gli altri benefits.
    E questo fatto di limitare i due mandati? Come si fa a stabilire una norma del genere? In un Paese civile
    sono i cittadini a valutare. E anche se l’Italia da questo punto di vista è assolutamente incivile, come
    dimostrano le decine di parlamentari che sono praticamente morti di vecchiaia in Parlamento, questo
    non è un buon motivo per mettere un limite simile. ANche perchè, parliamo ci chiaro: se il parlamentare
    in questione è (tanto per fare qualche nome) un Gasparri, un CIcchitto, un Casini, un D’Alema, un
    Veltroni, un Berlusconi, un mandato è anche troppo. Ma se il parlamentare è un novello Berlinguer o un
    novello De Gaspari o un novello Pertini, altro che due mandati. Io gliene darei 200 a testa.
    Oppure il punto che dice: “Leggi messe on line almeno 3 mesi dalla loro approvazione per ricevere i
    commenti dei cittadini”. Per carità, come idea populista è geniale, i cittadini si sentirebbero coinvolti. Ma
    andiamo a guardare i fatti: già attualmente le leggi vengono approvate in media con tempi biblici.
    Vogliamo aggiungere tre mesi? E poi per cosa? A decidere sono i parlamentari. Chi è che si legge un
    milione di commenti su una legge che aumenta o modifica le tasse, per esempio? E quante volte gli
    italiani commentano a ragion veduta? Su Facebook se ne può avere un piccolo spaccato. Facciamo un
    esempio. Nel 2010 venne fatta una legge che prevedeva la non obbligatorietà dell’arresto per i casi di
    violenza sessuale “lieve” su minori. ANcora oggi ci sono idioti che lo postano, senza sapere che si tratta
    di un emendamento eliminato in un paio di giorni dopo la sua sottoscrizione. Eppure, come dimostrai a
    suo tempo, (http://www.julienews.it/notizia/politica/abusi-su-minori-di-lieve-entit-unproblema/
    176009_politica_1.html) si trattava di una scelta motivata ed intelligente, con le leggi di allora.
    Ma per saperlo, devi conoscere la legge e i dettagli legali: con che preparazione il comune cittadino può
    commentare a ragion veduta? Una persona intelligente non commenterebbe senza conoscere i fatti, ma
    si sa come sono gli italiani: pur di apparire, sarebbero disposti a scerivere qualsiasi cazzata.
    E infine veniamo alla chicca: referendum sia abrogativi che consultivi, senza limiti di quorum. E tutti a
    questo punto applaudiranno. Prima di riflettere su un punto. Quanti referendum si farebbero in questa
    maniera in un anno? Centinaia? Migliaia? Basta che uno si sveglia una mattina con la luna storta e tira
    giù una ventina di referendum consultivi. Quando nella Costituzione vennero messi i limiti attuali, lo si
    fece proprio per impedirne gli abusi. E soprattutto per impedire che gli italiani potessero essere chiamati
    a decidere su casi di cui non sanno nulla. Per esempio: prendiamo un referendum sull’weuro,
    attualmente proibito della nostra Costituzione, che vieta referendum sui trattati internazionali. Quanti
    italiani hanno mai letto il trattato istitutivo dell’euro? La risposta è: meno dell’1%. La gente come
    andrebbe a votare? Sull’onda emotiva creata da tutti quei buffoni che, in malafede e per nascondere le
    loro responsabilità e quelle dei loro mandanti, dicono che la colpa della crisi è dell’euro. E’ il caso di
    mandare la gente a votare senza che sappiano che cosa stanno votando? I limiti ai referendum
    impediscono questo: la raccolta firme, poi la Cassazione, la Corte Costituzionale, poi la discussione
    (inevitabile) sulle possibili date (fanno fatte entro il 15 giugno), poi la campagna elettorale… alla fine di
    solito chi va a votare sa cosa sta votando. Magari conosce le ragioni sbagliate, ma le conosce. I
    referendum consultivi vanno sottoposti ad una limitazione ancora più ristretta dei referendum ordinari. E
    a nulla valgono i paragoni con la SVizzera o gli Usa: il cittadino italiano non è altrettanto maturo nè in
    grado di prendere una decisione.
    Sul resto, grosso modo è condivisibile: divieto di cumulo di cariche per il parlamentare, divieto di
    esercitare un qualsiasi lavoro durante il suo mandato, ecc.
    Solo alcune annotazioni. Anche qui c’è la stessa furbata ipocrita che c’è sui trasporti: la voce “Abolizione
    lodo Alfano” e di seguito “obiettivo raggiunto”. Ma il Movimento 5 Stelle non ha mosso un dito contro la
    legge: la raccolta firme per iol referendum l’ha fatta l’Idv di Di Pietro e durante la campagna elettorale sui
    quattro referendum M5S mantenne un profilo bassissimo (fu praticamente invisibile). Furono i cittadini
    italiani a bocciare la legge, i grillini non c’entrano nulla.
    Poi c’è una ripicca personale di Grillo: “Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto
    nominale sulle leggi di iniziativa popolare”. Gli brucia ancora evidentemente che i parlamentari abbiano
    osato trattare la sua legge di iniziativa popolare esattamente come sono state trattate tutte le altre negli
    ultimi 64 anni. Cioè è stata presa e messa in un cassetto.
    Invece è interessante il fatto che voglia abolire le Authority. Non potenziarle, non modificarle, ma abolirle.
    Cosa è che gli dà fastidio? CHe ci sia la possibilità di multare chi fa pubblicità fasulla? O che ci sia chi
    sanziona (o meglio dovrebbe sanzionare, dato che nella realtà non lo fa) i cartelli e le posizioni dominanti
    sul mercato? ER perchè? Tutte domande alle quali sarebbe interessante ricevere una risposta, se solo
    Grillo si degnasse di fare la persona civile e quindi rispondere alle domande.
    Ora si dovrebbe passare al capitolo dell’energia, ma lo salterò. Infatti nel programma del movimento 5
    Stelle si usano termini da esperti. Mi servirebbe un libro per spiegare la cogenerazione, la direttiva
    europea 76/93 e tutto il resto. Mi limito a far notare solo un punto, cioè quando si dice: “Potenziamento e
    riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti”. Per potenziare una centrale
    termoelettrica (cioè una centrale che produce elettricità bruciando qualcosa), devi aumentare la quantità
    di roba bruciata. Se la aumenti, aumenti la produzione di anidride carbonica, di monossido di carbonio, e
    di altri gas dannosi. Quindi come fai ad aumentare la produzione e contemporaneamente a ridurre
    l’impatto ambientale di tali centrali? In realtà, la soluzione attuale sarebbe l’uso di minicentrali eoliche e
    fotovoltaiche (per intenderci: i pannelli solari sul tetto e piccole turbine per diventare tutti noi produttoriconsumatori
    di energia elettrica), diu cui nel programma non si fa parola.
    Passiamo quindi al capitolo economia. E qui la demagogia grillina trova il suo massimo sfogo. Sia ben
    chiaro, alcuni punti anche qui sono condivisibili. Per esempio il divieto di incrocio azionario tra banche ed
    imprese o l’abolizione della legge Biagi sono dei punti assolutamente condivisibili. Così come vietare che
    persone condannate possano avere cariche all’interno delle società.
    Ma che significa “”Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli
    sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai
    servizi senza bisogno di intermediari”? No, perchè anche Monti ha detto di aver tagliato degli sprechi,
    dato che per lui la sanità pubblica, le pensioni pubbliche, la scuola pubblica e in generale il welfare sono
    uno spreco di soldi pubblici. Quindi, cosa intende Grillo per “sprechi di soldi pubblici”? Non si sa. COsì
    come non significa nulla che il cittadino possa accedere ai servizi senza intermediari. Se io ho bisogno di
    un certificato di nascita, per esempio, ho bisogno comunque del Comune che mi faccia da intermediario.

    Tramite un dipendente o tramite il suo sito, ma comunque mi deve fare da intermediario. E comunque,
    veramente qualcuno è così stupido da credere che questo permetta risparmi nell’ordione di 50 miliardi
    l’anno o più? Perchè questo serve per ridurre il debito pubblico.
    Oppure “abolizione delle scatole cinesi in Borsa”. Ammesso e non concesso che sia possibile fare una
    legge del genere (cosa distingue una società effettiva da una scatola cinese?), l’imprenditore crea la
    scatola cinese all’estero ed usa quella per detenere la proprietà della propria società. O ancora:
    “Introduzione di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate”. Quando è che una
    rappresentanza diventa reale? Perchè oggi queste tutele già ci sono nel nostro Codice Civile. Non sono
    reali? E chi lo stabilisce? Grillo? Certo, se lui compra 1000 euro di azioni della Telecom e pretende di
    governare una società che ha un capitale che mi sembra sia oltre il miliardo, direi che non ci siamo. I
    piccoli azionisti restano comunque una presenza di complemento, non possono ostacolare il vero
    proprietario. Per il semplice motivo che è il proprietario che mette i soldi (se ha cervello, ovviamente).
    Ma il meglio è alla fine: favorire le produzioni locali, sostenere le società no profit, introduzione del
    sussidio di disoccupazione. Tre idee che richiedono ingenti somme. Un sussidio di disoccupazione di
    600 euro al mese per ognuno dei disoccupati (compresi coloro che non cercano più un lavoro perchè
    scoraggiati) costa un paio di miliardi al mese, circa 25-30 l’anno. Da dove intende prendere questi soldi?
    Non si sa. Sì, perchè mei programmi non si fa mai menzione di come aumentare le entrate. Si parla di
    incentivare, di promuovere, ecc., ma mai delle entrate. Eppure nel programma ci sono spese che si
    possono quantificare in una cinquantina di miliardi l’anno. Bastano 2 anni di questa politica per mandare
    in default il Paese senza nessuna possibilità di risorgere.
    Ma più interessante di quello che dice, è quello che non dice. Non si parla di evasione fiscale, non si
    parla di ridurre lo strapotere delle banche, non si parla di Equitalia. Anzi, proprio giovedì sul blog c’era un
    appassionato elzeviro a favore degli imprenditori, descritti come una classe di perseguitati e maltrattati
    dallo Stato, che li grava di troppe tasse. Peccato che in realtà ben pochi degli imprenditori italiani
    paghino le tasse. La maggior parte preferisce evaderle. Tanto i controlli sono rarissimi. E anche se
    capitano, la multa che si paga è meno di quello che si guadagna in un anno di evasione fiscale.
    Insomma, un programma realistico si e no al 30%, con un 10% di menzogne e il resto tutta demagogia.
    Ecco cosa è il Movimento 5 Stelle.
    Infine una annotazione. In questi giorni che ho fatto questo lungo editoriale a puntate, molti grillini sono
    intervenuti per commentare, qui sul sito o su Facebook. Ma nessuno è riuscito ad argomentare un gran
    che, oltre a qualche insulto (o presunto tale). Eppure, se avessi scritto qualcosa di falso, sarebbe facile
    confutare la sostanza delle mie parole. D’altronde il programma lo conoscono tutti, no? Il punto è
    esattamente questo: no, non lo conoscono. Perchè il programma, nel suo complesso, è vasto e
    dispersivo; oppure, come nel capitolo Energia, complesso e leggibile solo da un esperto. Nell’uno come
    nell’altro caso diventa impossibile da ricordare. Per cui i primi a non conoscere il programma sono
    proprio i grillini. Anche perchè non c’è un filo comune, nè dal punto di vista ideologico nè dal punto di
    vista logico. SI è cercato solo si sfondare usando gli argomenti che più piacciono agli scontenti di tutti i
    partiti. Insomma, mutatis mutandis, siamo a qualcosa di simile a quello che si vide nel 2001, quando le
    città erano piene di manifesti con la faccia di Berlusconi e slogan che dicevano di tutto. QUella rimasta
    famosa è “Meno tasse per tutti”, ma come nel programma di Grillo, senza spiegare come.

    http://www.julienews.it/notizia/editoriali/il-programma-del-movimento-5-stelle-luci-e

Il programma del Movimento 5 Stelle: luci ed ombre il 22 febbraio, 2013 alle ore 11:54
  • X COPIA E INCOLLA, QUELLO CHE RAGIONA CON LA SUA TESTA E NON CON QUELLA DELLE SEZIONI DI PARTITO ORMAI IN VIA DI ESTINZIONE.
    Nemmeno a farlo a posta di COPIO e INCOLLO quello che è riportato stammattina sul sito MOVIMENTO 5 STELLE sembra proprio che l’abbiano scritto per te!!

    TITOLO:
    I partiti “copia e incolla”
    I partiti copiano in modo spudorato il MoVimento 5 Stelle. Sono persino imbarazzanti quando dicono che “vogliono uscire dal buio” (Gargamella 17 febbraio in piazza del Duomo) o proclamano che “nessuno resterà indietro” (pdmenoelle). Slogan presi pari pari dai manifesti del M5S. Oltre agli slogan copiano pure il programma, come lo psiconano che ha detto (tenetevi forte) che la politica si fa per passione e non per soldi, che i suoi parlamentari (suoi in quanto scelti da lui personalmente) si ridurranno lo stipendio e faranno solo due legislature.
    I partiti “copia e incolla” non hanno però aderito al punto del M5S “Mandiamoli tutti a casa” perché è molto difficile prendersi a calci nel culo da soli. La parola “antipolitica” è stata cancellata, inglobata punto per punto dai partiti e quindi ora è diventata politica nobile, nella più alta accezione del termine. I marchettari alla riscossa usano parole per loro sconosciute come onestà, partecipazione, società civile. Le masticano in pubblico come una gomma americana, poi in privato le sputano. Quando si tratta di soldi però non transigono. Nessuno li rifiuta. I contributi elettorali li vogliono tutti, ma proprio tutti, il Pdl, il Pdmenoelle, Rigor Montis o Ingroia aspiratutto.
    Sui soldi non ci copiano proprio. Di quanto si tratta? 91 milioni di euro annui per Camera, Senato, consigli regionali e Parlamento europeo, pari a 455 milioni se conteggiati nell’arco i cinque anni. Il M5S ha già rifiutato i rimborsi elettorali per le elezioni regionali in cui si è presentato (unico a farlo), l’ultima in Sicilia, e come più volte anticipato non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l’attività politica. Le spese sono state integralmente sostenute con i contributi volontari raccolti ad oggi per circa 516.000 euro da parte di 12.593 donatori (grazie!) e una media di 41 euro, e verranno comunque rendicontate. Il M5S svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti siano trattenuti all’erario.
    Il M5S con le attuali previsioni avrebbe diritto a circa 100 milioni di euro per il Parlamento, vi rinuncia. Questa è vera “spending review”.
    Il M5S rinuncia inoltre ai milioni di euro di contributi regionali per Lombardia, Lazio e Molise. Ambrosoli e Zingaretti hanno invece deciso di tenersi i contributi al contrario di Carcano, Barillari e Federico candidati portavoce del M5S in Lombardia, in Lazio e in Molise.
    Partiti, copiate anche questo!

    Ps. Dalla piazza San Giovanni a Roma ci collegheremo alle piazze d’Italia che seguono lo streaming dell’evento. Se la vostra piazza trasmette la propria immagine in streaming, compilate questo form per essere messi in onda.
    -1 POI ANDATE A CASA – MOVIMENTO 5 STELLE

  • X COPIA E INCOLLA Per te che ragioni con la tua testa e non con quella delle sezioni di partito qui di seguito invio un’altro copia e incolla uscito stamattina sul sito del MOVIMENTO 5 STELLE sembra scritto apposta PER TE. Buon divertimento !!
    I partiti “copia e incolla”
    I partiti copiano in modo spudorato il MoVimento 5 Stelle. Sono persino imbarazzanti quando dicono che “vogliono uscire dal buio” (Gargamella 17 febbraio in piazza del Duomo) o proclamano che “nessuno resterà indietro” (pdmenoelle). Slogan presi pari pari dai manifesti del M5S. Oltre agli slogan copiano pure il programma, come lo psiconano che ha detto (tenetevi forte) che la politica si fa per passione e non per soldi, che i suoi parlamentari (suoi in quanto scelti da lui personalmente) si ridurranno lo stipendio e faranno solo due legislature.
    I partiti “copia e incolla” non hanno però aderito al punto del M5S “Mandiamoli tutti a casa” perché è molto difficile prendersi a calci nel culo da soli. La parola “antipolitica” è stata cancellata, inglobata punto per punto dai partiti e quindi ora è diventata politica nobile, nella più alta accezione del termine. I marchettari alla riscossa usano parole per loro sconosciute come onestà, partecipazione, società civile. Le masticano in pubblico come una gomma americana, poi in privato le sputano. Quando si tratta di soldi però non transigono. Nessuno li rifiuta. I contributi elettorali li vogliono tutti, ma proprio tutti, il Pdl, il Pdmenoelle, Rigor Montis o Ingroia aspiratutto.
    Sui soldi non ci copiano proprio. Di quanto si tratta? 91 milioni di euro annui per Camera, Senato, consigli regionali e Parlamento europeo, pari a 455 milioni se conteggiati nell’arco i cinque anni. Il M5S ha già rifiutato i rimborsi elettorali per le elezioni regionali in cui si è presentato (unico a farlo), l’ultima in Sicilia, e come più volte anticipato non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l’attività politica. Le spese sono state integralmente sostenute con i contributi volontari raccolti ad oggi per circa 516.000 euro da parte di 12.593 donatori (grazie!) e una media di 41 euro, e verranno comunque rendicontate. Il M5S svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti siano trattenuti all’erario.
    Il M5S con le attuali previsioni avrebbe diritto a circa 100 milioni di euro per il Parlamento, vi rinuncia. Questa è vera “spending review”.
    Il M5S rinuncia inoltre ai milioni di euro di contributi regionali per Lombardia, Lazio e Molise. Ambrosoli e Zingaretti hanno invece deciso di tenersi i contributi al contrario di Carcano, Barillari e Federico candidati portavoce del M5S in Lombardia, in Lazio e in Molise.
    Partiti, copiate anche questo!
    Ps. Dalla piazza San Giovanni a Roma ci collegheremo alle piazze d’Italia che seguono lo streaming dell’evento. Se la vostra piazza trasmette la propria immagine in streaming, compilate questo form per essere messi in onda.

  • X COPIA E INCOLLLA SEMBRA SCRITTO PER TE
    titolo: partiti “copia e incolla”
    I partiti copiano in modo spudorato il MoVimento 5 Stelle. Sono persino imbarazzanti quando dicono che “vogliono uscire dal buio” (Gargamella 17 febbraio in piazza del Duomo) o proclamano che “nessuno resterà indietro” (pdmenoelle). Slogan presi pari pari dai manifesti del M5S. Oltre agli slogan copiano pure il programma, come lo psiconano che ha detto (tenetevi forte) che la politica si fa per passione e non per soldi, che i suoi parlamentari (suoi in quanto scelti da lui personalmente) si ridurranno lo stipendio e faranno solo due legislature.
    I partiti “copia e incolla” non hanno però aderito al punto del M5S “Mandiamoli tutti a casa” perché è molto difficile prendersi a calci nel culo da soli. La parola “antipolitica” è stata cancellata, inglobata punto per punto dai partiti e quindi ora è diventata politica nobile, nella più alta accezione del termine. I marchettari alla riscossa usano parole per loro sconosciute come onestà, partecipazione, società civile. Le masticano in pubblico come una gomma americana, poi in privato le sputano. Quando si tratta di soldi però non transigono. Nessuno li rifiuta. I contributi elettorali li vogliono tutti, ma proprio tutti, il Pdl, il Pdmenoelle, Rigor Montis o Ingroia aspiratutto.
    Sui soldi non ci copiano proprio. Di quanto si tratta? 91 milioni di euro annui per Camera, Senato, consigli regionali e Parlamento europeo, pari a 455 milioni se conteggiati nell’arco i cinque anni. Il M5S ha già rifiutato i rimborsi elettorali per le elezioni regionali in cui si è presentato (unico a farlo), l’ultima in Sicilia, e come più volte anticipato non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l’attività politica. Le spese sono state integralmente sostenute con i contributi volontari raccolti ad oggi per circa 516.000 euro da parte di 12.593 donatori (grazie!) e una media di 41 euro, e verranno comunque rendicontate. Il M5S svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti siano trattenuti all’erario.
    Il M5S con le attuali previsioni avrebbe diritto a circa 100 milioni di euro per il Parlamento, vi rinuncia. Questa è vera “spending review”.
    Il M5S rinuncia inoltre ai milioni di euro di contributi regionali per Lombardia, Lazio e Molise. Ambrosoli e Zingaretti hanno invece deciso di tenersi i contributi al contrario di Carcano, Barillari e Federico candidati portavoce del M5S in Lombardia, in Lazio e in Molise.
    Partiti, copiate anche questo!
    Ps. Dalla piazza San Giovanni a Roma ci collegheremo alle piazze d’Italia che seguono lo streaming dell’evento. Se la vostra piazza trasmette la propria immagine in streaming, compilate questo form per essere messi in onda.
    ahahah !!!

  • x copia e ingrolla — sembra scritto per te.su grillo.it stamattina.
    I partiti “copia e incolla”
    I partiti copiano in modo spudorato il MoVimento 5 Stelle. Sono persino imbarazzanti quando dicono che “vogliono uscire dal buio” (Gargamella 17 febbraio in piazza del Duomo) o proclamano che “nessuno resterà indietro” (pdmenoelle). Slogan presi pari pari dai manifesti del M5S. Oltre agli slogan copiano pure il programma, come lo psiconano che ha detto (tenetevi forte) che la politica si fa per passione e non per soldi, che i suoi parlamentari (suoi in quanto scelti da lui personalmente) si ridurranno lo stipendio e faranno solo due legislature.
    I partiti “copia e incolla” non hanno però aderito al punto del M5S “Mandiamoli tutti a casa” perché è molto difficile prendersi a calci nel culo da soli. La parola “antipolitica” è stata cancellata, inglobata punto per punto dai partiti e quindi ora è diventata politica nobile, nella più alta accezione del termine. I marchettari alla riscossa usano parole per loro sconosciute come onestà, partecipazione, società civile. Le masticano in pubblico come una gomma americana, poi in privato le sputano. Quando si tratta di soldi però non transigono. Nessuno li rifiuta. I contributi elettorali li vogliono tutti, ma proprio tutti, il Pdl, il Pdmenoelle, Rigor Montis o Ingroia aspiratutto.
    Sui soldi non ci copiano proprio. Di quanto si tratta? 91 milioni di euro annui per Camera, Senato, consigli regionali e Parlamento europeo, pari a 455 milioni se conteggiati nell’arco i cinque anni. Il M5S ha già rifiutato i rimborsi elettorali per le elezioni regionali in cui si è presentato (unico a farlo), l’ultima in Sicilia, e come più volte anticipato non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l’attività politica. Le spese sono state integralmente sostenute con i contributi volontari raccolti ad oggi per circa 516.000 euro da parte di 12.593 donatori (grazie!) e una media di 41 euro, e verranno comunque rendicontate. Il M5S svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti siano trattenuti all’erario.
    Il M5S con le attuali previsioni avrebbe diritto a circa 100 milioni di euro per il Parlamento, vi rinuncia. Questa è vera “spending review”.
    Il M5S rinuncia inoltre ai milioni di euro di contributi regionali per Lombardia, Lazio e Molise. Ambrosoli e Zingaretti hanno invece deciso di tenersi i contributi al contrario di Carcano, Barillari e Federico candidati portavoce del M5S in Lombardia, in Lazio e in Molise.
    Partiti, copiate anche questo!
    Ps. Dalla piazza San Giovanni a Roma ci collegheremo alle piazze d’Italia che seguono lo streaming dell’evento. Se la vostra piazza trasmette la propria immagine in streaming, compilate questo form per essere messi in onda.

  • X COPIA E INCOLLA SEMBRA SCRITTO PER TE DA GRILLO .IT STAMMATTINA
    I partiti “copia e incolla”
    I partiti copiano in modo spudorato il MoVimento 5 Stelle. Sono persino imbarazzanti quando dicono che “vogliono uscire dal buio” (Gargamella 17 febbraio in piazza del Duomo) o proclamano che “nessuno resterà indietro” (pdmenoelle). Slogan presi pari pari dai manifesti del M5S. Oltre agli slogan copiano pure il programma, come lo psiconano che ha detto (tenetevi forte) che la politica si fa per passione e non per soldi, che i suoi parlamentari (suoi in quanto scelti da lui personalmente) si ridurranno lo stipendio e faranno solo due legislature.
    I partiti “copia e incolla” non hanno però aderito al punto del M5S “Mandiamoli tutti a casa” perché è molto difficile prendersi a calci nel culo da soli. La parola “antipolitica” è stata cancellata, inglobata punto per punto dai partiti e quindi ora è diventata politica nobile, nella più alta accezione del termine. I marchettari alla riscossa usano parole per loro sconosciute come onestà, partecipazione, società civile. Le masticano in pubblico come una gomma americana, poi in privato le sputano. Quando si tratta di soldi però non transigono. Nessuno li rifiuta. I contributi elettorali li vogliono tutti, ma proprio tutti, il Pdl, il Pdmenoelle, Rigor Montis o Ingroia aspiratutto.
    Sui soldi non ci copiano proprio. Di quanto si tratta? 91 milioni di euro annui per Camera, Senato, consigli regionali e Parlamento europeo, pari a 455 milioni se conteggiati nell’arco i cinque anni. Il M5S ha già rifiutato i rimborsi elettorali per le elezioni regionali in cui si è presentato (unico a farlo), l’ultima in Sicilia, e come più volte anticipato non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l’attività politica. Le spese sono state integralmente sostenute con i contributi volontari raccolti ad oggi per circa 516.000 euro da parte di 12.593 donatori (grazie!) e una media di 41 euro, e verranno comunque rendicontate. Il M5S svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti siano trattenuti all’erario.
    Il M5S con le attuali previsioni avrebbe diritto a circa 100 milioni di euro per il Parlamento, vi rinuncia. Questa è vera “spending review”.
    Il M5S rinuncia inoltre ai milioni di euro di contributi regionali per Lombardia, Lazio e Molise. Ambrosoli e Zingaretti hanno invece deciso di tenersi i contributi al contrario di Carcano, Barillari e Federico candidati portavoce del M5S in Lombardia, in Lazio e in Molise.
    Partiti, copiate anche questo!
    Ps. Dalla piazza San Giovanni a Roma ci collegheremo alle piazze d’Italia che seguono lo streaming dell’evento. Se la vostra piazza trasmette la propria immagine in streaming, compilate questo form per essere messi in onda.

  • Sintesi dei punti programmatici della Lista di Rivoluzione civile:

    PER L’AMBIENTE
    1. No alla Tav e al Ponte sullo Stretto di Messina
    2. Investire sulla prevenzione del rischio idrogeologico e su un Piano delle piccole opere
    3. Lotta contro i crimini ambientali
    4. Adottare una road map per l’uso efficiente delle risorse, come è stato fatto dall’Unione Europea
    5. Archiviare la stagione delle deroghe agli strumenti di pianificazione urbanistica
    6. Sostenere i green jobs in tutte le filiere produttive
    7. Aumentare gli stanziamenti del Ministero dell’ambiente
    PER LA CONOSCENZA E LA CULTURA, PER UN’INFORMAZIONE LIBERA
    1. Riaffermare che conoscenza, cultura, informazione sono beni comuni, diritti fondamentali non
    privatizzabili e mercificabili;
    2. Difendere la libertà di insegnamento minacciata da procedure arbitrarie di valutazione (Invalsi, Anvur)
    3. Abrogare le controriforme Gelmini di scuola e università. Aumentare i finanziamenti a scuola, università, ricerca pubbliche, recuperando i tagli operati da Berlusconi e Monti, eliminare i finanziamenti agli istituti privati. Bloccare ogni tentativo di privatizzazione e frammentazione del sistema scolastico-uiversitario e riaffermare la democrazia interna.
    4. Innalzare l’obbligo scolastico a 18 anni
    5. Introdurre l’organico funzionale, stabilizzare il personale precario nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università e negli enti pubblici di ricerca
    6. Portare l’investimento nella cultura almeno all’1% del Pil, sostenere la produzione e distribuzione indipendente e le istituzioni culturali pubbliche, varare un piano straordinario di manutenzione del patrimonio culturale con lo sblocco delle assunzioni
    7.garantire ai lavoratori della cultura i diritti di tutti i lavoratori, dagli ammortizzatori sociali alle malattie professionali, dagli infortuni sul lavoro al diritto a maternità e pensione. Riconoscere il carattere “intermittente” del loro lavoro
    8. Rompere gli oligopoli nel sistema della comunicazione, varando la legge sul conflitto di interessi e una legge antitrust. Ribadire la centralità del servizio pubblico radiotelevisivo, eliminando l’ingerenza dei partiti, e garantendo una gestione democratica e partecipata della Rai. Assunzioni per concorso pubblico.
    PER UN’EUROPA DEI DIRITTI
    1. La Bce deve diventare “prestatore di ultima istanza”;
    2. Va istituita una vera Tobin tax;
    3. Vanno separate le banche di credito da quelle di investimento;
    4. Va promosso l’audit sul debito;
    5. Va rinegoziato il Fiscal compact;
    6. Vanno utilizzate le risorse derivanti dalla lotta all’evasione, alla corruzione, all’economia illegale per politiche di sviluppo che diminuiscano il rapporto tra debito e Pil;
    7. Va sostenuta la riconversione ecologica dell’economia, favorendo le attività a basso consumo di risorse ed ad alta intensità occupazionale;
    8. Vanno promosse politiche di convergenza fiscale e salariale;
    9. Va creato un indicatore del benessere sociale e ambientale
    PER LA LAICITA’ E LE LIBERTA’
    1. Riconoscere le unioni civili delle coppie omosessuali, incluso il diritto al matrimonio e all’adozione;
    2. Garantire la piena attuazione della Legge 194. Occorre una nuova legge sulla fecondazione medicalmente assistita;
    3. Regolamentare il testamento biologico e il fine vita;
    4. Abrogare la legge Bossi-Fini, chiudere i CIE, nuova legislazione in materia di immigrazione, che abolisca il reato di clandestinità. Legge per i diritto d’asilo e cittadinanza ai nati in Italia.
    PER IL LAVORO
    1. Ripristinare l’articolo 18, cancellare l’articolo 8 e la riforma delle pensioni
    2. Approvare la legge sulla democrazia nei luoghi di lavoro.
    3. Cancellare la precarietà, istituire un Reddito minimo garantito per i giovani e un’assegno di maternità universale le donne
    4. Piano straordinario per il lavoro, nei settori del risanamento idrogeologico, della manutenzione ed efficientamento del patrimonio pubblico, della mobilità sostenibile
    5. Aumento della spesa per ricerca e sviluppo
    6. Stabilizzare i precari della scuola e della Pubblica Amministrazione
    PER UNA GIUSTIZIA PIU’ EQUA E UNA POLITICA ANTIMAFIA CHE VOGLIA ELIMINARE LA MAFIA
    1. Colpire la mafia nelle strutture finanziarie e nell’intreccio con la politica;
    2. Ripristinare i reati di falso in bilancio e concussione per induzione ed abrogare le leggi ad personam;
    3. Introdurre i reati contro l’ambiente e l’autoriciclaggio;
    4. Introdurre il reato di tortura;
    5. Garantire la trasparenza dell’operato delle forze di polizia;
    6.Sostenere i processi di depenalizzazione e tutelare i diritti della popolazione carceraria;
    7. Riformare il processo penale e il processo civile per renderli più celeri nel rispetto delle garanzie.
    PER I DIRITTI UMANI, LA PACE E IL DISARMO
    1. No all’acquisto degli F35, No al DdL Di Paola- Monti sulla riforma delle Forze Armate
    2. Ritiro immediato delle truppe italiane da tutte le missioni di guerra. No all’intervento militare in Mali.
    3. Riduzione delle basi militari sul territorio italiano.
    4. Nuova legge sulla cooperazione
    5. Riconoscimento dello Stato Palestinese. Due Stati per due popoli
    PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE E LE ATTIVITA’ ARTIGIANALI E AGRICOLE
    1. Snellire le procedure burocratiche, sbloccare il credito alle imprese e i pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione;
    2. Intervenire sulla PAC per sostenere la valorizzazione delle filiere di qualità sul solco della green economy;
    3. Investire sulla banda larga gratuita per tutti;
    4. Sostenere la tutela e la valorizzazione del paesaggio,l’agricoltura, la biodiversità;
    5. Premiare le imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato.
    PER UNA NUOVA QUESTIONE MORALE ED UN’ALTRA POLITICA
    1. incandidabilità dei condannati e dei rinviati a giudizio per gravi reati contro la pubblica amministrazione;
    2. abolizione della diaria dei parlamentari;
    3. diminuzione drastica dei compensi di parlamentari e consiglieri regionali
    4. limite di due mandati per parlamentari e consiglieri regionali.
    5. taglio drastico di consulenze d’oro e consigli di amministrazione inutili.
    6. Costruire spazi di partecipazione permanenti, valorizzando la democrazia diretta e partecipativa.
    PER L’UGUAGLIANZA E I DIRITTI SOCIALI
    1. Redistribuire la ricchezza, attraverso le politiche fiscali, del lavoro e del welfare;
    2. Eliminare l’IMU sulla prima casa estendendola agli immobili commerciali della Chiesa e delle fondazioni bancarie, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze;
    3. Contrastare evasione e elusione fiscale;
    4. Nel complesso, alleggerire il carico fiscale sui redditi medio-bassi, il lavoro, l’impresa, aumentandolo su rendite e grandi patrimoni. No all’aumento della tassazione indiretta;
    5. Rafforzare la sanità pubblica, finanziandola adeguatamente, ridurre tickets e liste di attesa. Rilanciare la sanità territoriale;
    6. Adeguare l’Italia alla media europea nel campo delle abitazioni sociali, sospendere gli sfratti, rifinanziare il fondo per l’affitto.
    7. Definire i livelli essenziali di assistenza, rifinanziare il fondo per le politiche sociali, definire un piano per la non autosufficienza, svincolare gli investimenti sul sociale dei Comuni dal patto di stabilità.
    8. Stabilizzare il 5×1000 per le ONLUS.

Rivoluzione Civile il 23 febbraio, 2013 alle ore 16:49
  • Sintesi dei punti programmatici della Lista di Rivoluzione civile:
    PER L’AMBIENTE
    1. No alla Tav e al Ponte sullo Stretto di Messina
    2. Investire sulla prevenzione del rischio idrogeologico e su un Piano delle piccole opere
    3. Lotta contro i crimini ambientali
    4. Adottare una road map per l’uso efficiente delle risorse, come è stato fatto dall’Unione Europea
    5. Archiviare la stagione delle deroghe agli strumenti di pianificazione urbanistica
    6. Sostenere i green jobs in tutte le filiere produttive
    7. Aumentare gli stanziamenti del Ministero dell’ambiente
    PER LA CONOSCENZA E LA CULTURA, PER UN’INFORMAZIONE LIBERA
    1. Riaffermare che conoscenza, cultura, informazione sono beni comuni, diritti fondamentali non
    privatizzabili e mercificabili;
    2. Difendere la libertà di insegnamento minacciata da procedure arbitrarie di valutazione (Invalsi, Anvur)
    3. Abrogare le controriforme Gelmini di scuola e università. Aumentare i finanziamenti a scuola, università, ricerca pubbliche, recuperando i tagli operati da Berlusconi e Monti, eliminare i finanziamenti agli istituti privati. Bloccare ogni tentativo di privatizzazione e frammentazione del sistema scolastico-uiversitario e riaffermare la democrazia interna.
    4. Innalzare l’obbligo scolastico a 18 anni
    5. Introdurre l’organico funzionale, stabilizzare il personale precario nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università e negli enti pubblici di ricerca
    6. Portare l’investimento nella cultura almeno all’1% del Pil, sostenere la produzione e distribuzione indipendente e le istituzioni culturali pubbliche, varare un piano straordinario di manutenzione del patrimonio culturale con lo sblocco delle assunzioni
    7.garantire ai lavoratori della cultura i diritti di tutti i lavoratori, dagli ammortizzatori sociali alle malattie professionali, dagli infortuni sul lavoro al diritto a maternità e pensione. Riconoscere il carattere “intermittente” del loro lavoro
    8. Rompere gli oligopoli nel sistema della comunicazione, varando la legge sul conflitto di interessi e una legge antitrust. Ribadire la centralità del servizio pubblico radiotelevisivo, eliminando l’ingerenza dei partiti, e garantendo una gestione democratica e partecipata della Rai. Assunzioni per concorso pubblico.

Rivoluzione Civile1 il 23 febbraio, 2013 alle ore 17:52
  • PER UN’EUROPA DEI DIRITTI
    1. La Bce deve diventare “prestatore di ultima istanza”;
    2. Va istituita una vera Tobin tax;
    3. Vanno separate le banche di credito da quelle di investimento;
    4. Va promosso l’audit sul debito;
    5. Va rinegoziato il Fiscal compact;
    6. Vanno utilizzate le risorse derivanti dalla lotta all’evasione, alla corruzione, all’economia illegale per politiche di sviluppo che diminuiscano il rapporto tra debito e Pil;
    7. Va sostenuta la riconversione ecologica dell’economia, favorendo le attività a basso consumo di risorse ed ad alta intensità occupazionale;
    8. Vanno promosse politiche di convergenza fiscale e salariale;
    9. Va creato un indicatore del benessere sociale e ambientale
    PER LA LAICITA’ E LE LIBERTA’
    1. Riconoscere le unioni civili delle coppie omosessuali, incluso il diritto al matrimonio e all’adozione;
    2. Garantire la piena attuazione della Legge 194. Occorre una nuova legge sulla fecondazione medicalmente assistita;
    3. Regolamentare il testamento biologico e il fine vita;
    4. Abrogare la legge Bossi-Fini, chiudere i CIE, nuova legislazione in materia di immigrazione, che abolisca il reato di clandestinità. Legge per i diritto d’asilo e cittadinanza ai nati in Italia.
    PER IL LAVORO
    1. Ripristinare l’articolo 18, cancellare l’articolo 8 e la riforma delle pensioni
    2. Approvare la legge sulla democrazia nei luoghi di lavoro.
    3. Cancellare la precarietà, istituire un Reddito minimo garantito per i giovani e un’assegno di maternità universale le donne
    4. Piano straordinario per il lavoro, nei settori del risanamento idrogeologico, della manutenzione ed efficientamento del patrimonio pubblico, della mobilità sostenibile
    5. Aumento della spesa per ricerca e sviluppo
    6. Stabilizzare i precari della scuola e della Pubblica Amministrazione

Rivoluzione Civile2 il 23 febbraio, 2013 alle ore 17:53
  • PER UNA GIUSTIZIA PIU’ EQUA E UNA POLITICA ANTIMAFIA CHE VOGLIA ELIMINARE LA MAFIA
    1. Colpire la mafia nelle strutture finanziarie e nell’intreccio con la politica;
    2. Ripristinare i reati di falso in bilancio e concussione per induzione ed abrogare le leggi ad personam;
    3. Introdurre i reati contro l’ambiente e l’autoriciclaggio;
    4. Introdurre il reato di tortura;
    5. Garantire la trasparenza dell’operato delle forze di polizia;
    6.Sostenere i processi di depenalizzazione e tutelare i diritti della popolazione carceraria;
    7. Riformare il processo penale e il processo civile per renderli più celeri nel rispetto delle garanzie.
    PER I DIRITTI UMANI, LA PACE E IL DISARMO
    1. No all’acquisto degli F35, No al DdL Di Paola- Monti sulla riforma delle Forze Armate
    2. Ritiro immediato delle truppe italiane da tutte le missioni di guerra. No all’intervento militare in Mali.
    3. Riduzione delle basi militari sul territorio italiano.
    4. Nuova legge sulla cooperazione
    5. Riconoscimento dello Stato Palestinese. Due Stati per due popoli
    PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE E LE ATTIVITA’ ARTIGIANALI E AGRICOLE
    1. Snellire le procedure burocratiche, sbloccare il credito alle imprese e i pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione;
    2. Intervenire sulla PAC per sostenere la valorizzazione delle filiere di qualità sul solco della green economy;
    3. Investire sulla banda larga gratuita per tutti;
    4. Sostenere la tutela e la valorizzazione del paesaggio,l’agricoltura, la biodiversità;
    5. Premiare le imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato.
    PER UNA NUOVA QUESTIONE MORALE ED UN’ALTRA POLITICA
    1. incandidabilità dei condannati e dei rinviati a giudizio per gravi reati contro la pubblica amministrazione;
    2. abolizione della diaria dei parlamentari;
    3. diminuzione drastica dei compensi di parlamentari e consiglieri regionali
    4. limite di due mandati per parlamentari e consiglieri regionali.
    5. taglio drastico di consulenze d’oro e consigli di amministrazione inutili.
    6. Costruire spazi di partecipazione permanenti, valorizzando la democrazia diretta e partecipativa.
    PER L’UGUAGLIANZA E I DIRITTI SOCIALI
    1. Redistribuire la ricchezza, attraverso le politiche fiscali, del lavoro e del welfare;
    2. Eliminare l’IMU sulla prima casa estendendola agli immobili commerciali della Chiesa e delle fondazioni bancarie, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze;
    3. Contrastare evasione e elusione fiscale;
    4. Nel complesso, alleggerire il carico fiscale sui redditi medio-bassi, il lavoro, l’impresa, aumentandolo su rendite e grandi patrimoni. No all’aumento della tassazione indiretta;
    5. Rafforzare la sanità pubblica, finanziandola adeguatamente, ridurre tickets e liste di attesa. Rilanciare la sanità territoriale;

Rivoluzione Civile3 il 23 febbraio, 2013 alle ore 17:54
  • Sintesi dei punti programmatici della Lista di Rivoluzione civile:
    PER L’AMBIENTE
    1. No alla Tav e al Ponte sullo Stretto di Messina
    2. Investire sulla prevenzione del rischio idrogeologico e su un Piano delle piccole opere
    3. Lotta contro i crimini ambientali
    4. Adottare una road map per l’uso efficiente delle risorse, come è stato fatto dall’Unione Europea
    5. Archiviare la stagione delle deroghe agli strumenti di pianificazione urbanistica
    PER LA CONOSCENZA E LA CULTURA, PER UN’INFORMAZIONE LIBERA
    1. Riaffermare che conoscenza, cultura, informazione sono beni comuni, diritti fondamentali non privatizzabili e mercificabili;
    2. Difendere la libertà di insegnamento inacciata da procedure arbitrarie di valutazione (Invalsi, Anvur)
    3. Abrogare le controriforme Gelmini di scuola e università. Aumentare i finanziamenti a scuola, università, ricerca pubbliche, recuperando i agli operati da Berlusconi e Monti, eliminare i finanziamenti agli istituti privati. Bloccare ogni tentativo di privatizzazione e frammentazione del sistema scolastico-uiversitario e riaffermare la democrazia interna.
    4. Innalzare l’obbligo scolastico a 18 anni
    5. Introdurre l’organico funzionale, stabilizzare il personale precario nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università e negli enti pubblici di ricerca
    6. Portare l’investimento nella cultura almeno all’1% del Pil, sostenere la produzione e distribuzione indipendente e le istituzioni culturali pubbliche, varare un piano straordinario di manutenzione del patrimonio culturale con lo sblocco delle assunzioni
    7.garantire ai lavoratori della cultura i diritti di tutti i lavoratori, dagli ammortizzatori sociali alle malattie professionali, dagli infortuni sul lavoro al diritto a maternità e pensione. Riconoscere il carattere “intermittente” del loro lavoro
    8. Rompere gli oligopoli nel sistema della comunicazione, varando la legge sul conflitto di interessi e una legge antitrust.

Rivoluzione Civile1 il 23 febbraio, 2013 alle ore 17:58
  • PER L’AMBIENTE
    1. No alla Tav e al Ponte sullo Stretto di Messina
    2. Investire sulla prevenzione del rischio idrogeologico e su un Piano delle piccole opere
    3. Lotta contro i crimini ambientali
    4. Adottare una road map per l’uso efficiente delle risorse, come è stato fatto dall’Unione Europea
    5. Archiviare la stagione delle deroghe agli strumenti di pianificazione urbanistica
    6. Sostenere i green jobs in tutte le filiere produttive
    7. Aumentare gli stanziamenti del Ministero dell’ambiente

Rivoluzione Civile1 il 23 febbraio, 2013 alle ore 18:10
  • RIVOLUZIONE CIVILE ANDATE A CAGARE RICICLATI !!!!

  • AVETE CHIUSO CON I VOSTRI INCIUCI E CASTE L’ITALIA TORNA AGLI ITALIANI !!!!

MOVIMENTO 5 STELLE il 24 febbraio, 2013 alle ore 15:28
  • I partiti “copia e incolla”
    I partiti copiano in modo spudorato il MoVimento 5 Stelle. Sono persino imbarazzanti quando dicono che “vogliono uscire dal buio” (Gargamella 17 febbraio in piazza del Duomo) o proclamano che “nessuno resterà indietro” (pdmenoelle). Slogan presi pari pari dai manifesti del M5S. Oltre agli slogan copiano pure il programma, come lo psiconano che ha detto (tenetevi forte) che la politica si fa per passione e non per soldi, che i suoi parlamentari (suoi in quanto scelti da lui personalmente) si ridurranno lo stipendio e faranno solo due legislature.
    I partiti “copia e incolla” non hanno però aderito al punto del M5S “Mandiamoli tutti a casa” perché è molto difficile prendersi a calci nel culo da soli. La parola “antipolitica” è stata cancellata, inglobata punto per punto dai partiti e quindi ora è diventata politica nobile, nella più alta accezione del termine. I marchettari alla riscossa usano parole per loro sconosciute come onestà, partecipazione, società civile. Le masticano in pubblico come una gomma americana, poi in privato le sputano. Quando si tratta di soldi però non transigono. Nessuno li rifiuta. I contributi elettorali li vogliono tutti, ma proprio tutti, il Pdl, il Pdmenoelle, Rigor Montis o Ingroia aspiratutto.
    Sui soldi non ci copiano proprio. Di quanto si tratta? 91 milioni di euro annui per Camera, Senato, consigli regionali e Parlamento europeo, pari a 455 milioni se conteggiati nell’arco i cinque anni. Il M5S ha già rifiutato i rimborsi elettorali per le elezioni regionali in cui si è presentato (unico a farlo), l’ultima in Sicilia, e come più volte anticipato non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l’attività politica. Le spese sono state integralmente sostenute con i contributi volontari raccolti ad oggi per circa 516.000 euro da parte di 12.593 donatori (grazie!) e una media di 41 euro, e verranno comunque rendicontate. Il M5S svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti siano trattenuti all’erario.
    Il M5S con le attuali previsioni avrebbe diritto a circa 100 milioni di euro per il Parlamento, vi rinuncia. Questa è vera “spending review”.
    Il M5S rinuncia inoltre ai milioni di euro di contributi regionali per Lombardia, Lazio e Molise. Ambrosoli e Zingaretti hanno invece deciso di tenersi i contributi al contrario di Carcano, Barillari e Federico candidati portavoce del M5S in Lombardia, in Lazio e in Molise.
    Partiti, copiate anche questo!

MOVIMENTO 5 STELLE il 24 febbraio, 2013 alle ore 15:30
  • I partiti “copia e incolla”
    I partiti copiano in modo spudorato il MoVimento 5 Stelle. Sono persino imbarazzanti quando dicono che “vogliono uscire dal buio” (Gargamella 17 febbraio in piazza del Duomo) o proclamano che “nessuno resterà indietro” (pdmenoelle). Slogan presi pari pari dai manifesti del M5S. Oltre agli slogan copiano pure il programma, come lo psiconano che ha detto (tenetevi forte) che la politica si fa per passione e non per soldi, che i suoi parlamentari (suoi in quanto scelti da lui personalmente) si ridurranno lo stipendio e faranno solo due legislature.

MOVIMENTO 5 STELLE il 24 febbraio, 2013 alle ore 15:31
  • I partiti “copia e incolla” non hanno però aderito al punto del M5S “Mandiamoli tutti a casa” perché è molto difficile prendersi a calci nel culo da soli. La parola “antipolitica” è stata cancellata, inglobata punto per punto dai partiti e quindi ora è diventata politica nobile, nella più alta accezione del termine. I marchettari alla riscossa usano parole per loro sconosciute come onestà, partecipazione, società civile. Le masticano in pubblico come una gomma americana, poi in privato le sputano. Quando si tratta di soldi però non transigono. Nessuno li rifiuta. I contributi elettorali li vogliono tutti, ma proprio tutti, il Pdl, il Pdmenoelle, Rigor Montis o Ingroia aspiratutto.
    Sui soldi non ci copiano proprio. Di quanto si tratta? 91 milioni di euro annui per Camera, Senato, consigli regionali e Parlamento europeo, pari a 455 milioni se conteggiati nell’arco i cinque anni. Il M5S ha già rifiutato i rimborsi elettorali per le elezioni regionali in cui si è presentato (unico a farlo), l’ultima in Sicilia, e come più volte anticipato non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l’attività politica. Le spese sono state integralmente sostenute con i contributi volontari raccolti ad oggi per circa 516.000 euro da parte di 12.593 donatori (grazie!) e una media di 41 euro, e verranno comunque rendicontate. Il M5S svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti siano trattenuti all’erario.
    Il M5S con le attuali previsioni avrebbe diritto a circa 100 milioni di euro per il Parlamento, vi rinuncia. Questa è vera “spending review”.
    Il M5S rinuncia inoltre ai milioni di euro di contributi regionali per Lombardia, Lazio e Molise. Ambrosoli e Zingaretti hanno invece deciso di tenersi i contributi al contrario di Carcano, Barillari e Federico candidati portavoce del M5S in Lombardia, in Lazio e in Molise.
    Partiti, copiate anche questo!

MOVIMENTO 5 STELLE il 24 febbraio, 2013 alle ore 15:39
  • SIETE PER LE ADOZIONI DI FIGLI PER COPPIE OMOSESSUALI, COSI’ ANDIAMO VERSO LO SFASCIO TOTALE DELLA FAMIGLIA GIA’ MOLTO IN CRISI. MI SPIEGHI PERCHE’ PER FARE UN FIGLIO CI VUOLE UN UOMO ED UNA DONNA ??? LA STORIA HA DIMOSTRATO CHE LA VOSTRA IDEOLOGIA DI ESTREMA SINISTRA HA FALLITOOOOOO SIETE VECCHI ANDATE IN COREA O IN CINA DOVE GOVERNANO REGIMI DI SINISTRA E VEDETE DI QUANTA LIBERTA’ GODONO I CITTADINI IN QUESTI PAESI. NON ESISTETE PIU’ SIETE BUONI SOLO A SFASCIARE I GOVERNI. SE PRENDETE IL 2% E’ UNA FORZA. AVETE UCCISO 40 MILIONI DI CONTADINI IN RUSSIA MA NON NE PARLATE MAI. IPOCRITI RICICLATI !!

ANDATE IN COREA DEL NORD O IN CINA il 24 febbraio, 2013 alle ore 15:48