Grecia, Borsa di Atene riapre e perde il 23%

Lunedì, 3 agosto 2015 – 09:44:00Dall’Asia alla Grecia i crolli dei mercati non spaventano – per il momento – i listini europei. Atene ha riaperto le contrattazioni dopo cinque settimane di stop forzato con una caduta verticale del 23% condizionata soprattutto dai titoli finanziari affossati dalla National Bank of Greece: d’altra parte dall’esito del referendum dello scorso 5 luglio i mercati europei sono stati in altelena tra crolli e rialzi repentini dai quali Atene è rimasta immune. In qualche modo il listino ateniese deve quindi riallinearsi. Sui titoli finanziari, in particolare, pesa l’incertezza sull’esito delle trattative per il via libera al nuovo piano di aiuti da 86 miliardi.

In Cina, invece, è sceso oltre le previsioni il settore manifatturiero a luglio, segnando i valori minimi dal novembre 2011. L’indice Pmi Caixin calcolato da Markit si ferma a quota 47,8, in flessione rispetto al dato flash del 23 luglio scorso, a 48,2, e molto al di sotto di quota 50, la soglia che divide un mercato in contrazione da uno in espansione. A incidere sul calo, secondo gli analisti, il crollo dei mercati del mese scorso, che avrebbe raffreddato l’attività produttiva: l’effetto potrebbe essere transitorio, per i più ottimisti, se le misure varate dal governo cinese per salvare i mercati mostreranno efficacia nelle prossime settimane.

L’ondata di vendite che ha nuovamente travolto Shanghai (-2,1% a fine seduta, ma -30% dai livelli di metà giugno) non ha però colpito Tokyo (-0,18%) frenata piuttosto dai dati macroeconomici americani della scorsa settimana. Male, invece, Shenzen che ha lasciato sul parterre il 3,7%.Tengono, per il momento, anche i mercati del Vecchio continente. Piazza Affari cede lo 0,1% come Londra e Parigi. Francoforte, invece, arretra dello 0,2%.

Stabile lo spread in area 111 punti base con i Btp decennali che sul mercato secondario rendono l’1,77% sui minimi da metà maggio e comunque meno degli omologhi spagnoli e sloveni che a lungo hanno rappresentato per gli investitori un porto più sicuro del debito italiano. L’euro scambia sotto quota 1,10 dollari: la moneta unica passa di mano a 1,0989 dollari e a 136,28 yen.

Sul fronte macroeconomico attenzione al Pmi manifatturiero in Italia e Gran Bretagna, mentre dagli Usa attesa per il reddito delle famiglie a giugno (precedente +0,50%) e la loro spesa (+0,90%). In arrivo anche l’Ism manifatturiero, luglio (53,5) (l’agenda dei mercati). Tra le materie prime l’oro è in calo dello 0,3% a 1.092,14 dollari l’oncia. In discesa anche il greggio: il barile Wti quota 46,35 dollari, oltre 70 cent in meno rispetto alla vigilia mentre il Brent scende dell’1,4% a 51,50 dollari.

Fonte: http://www.affaritaliani.it/economia/borsa-di-atene-378104.html

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