Gli Indignati del Piceno raccontano i disordini

San Benedetto. Sono tornate a casa sane e salve le 110 persone che sabato erano partite dal Piceno alla volta di Roma per partecipare alla manifestazione di protesta degenerata negli scontri che hanno messo a ferro e fuoco la città. La trasferta era promossa dal gruppo degli Indignati Piceni al quale hanno aderito militanti di Rifondazione, del Movimento 5 stelle, associazioni e semplici cittadini.

“Il nostro spezzone di corteo è partito molto in ritardo. Abbiamo incontrato per strada i segni di danni, auto bruciate e alcune banche con le vetrine spaccate, ma nessun problema particolare – racconta l’ex consigliere del Prc Daniele Primavera che ha sfilato nelle strade della Capitale: “A un certo punto – racconta – sono anche capitato in mezzo a un raggruppamento di incappucciati, alcuni dei quali mi hanno intimato di andarmene a causa della bandiera che portavo”. “Ancora una volta – prosegue – un manipolo di ragazzini si fa beffe delle forze dell’ordine e impedisce a centinaia di migliaia di persone di manifestare pacificamente”. Anche Gabriele Marcozzi era presente e chiede che non si parli soltanto degli scontri. “In piazza – dice l’esponente di Rifondazione – ci stavamo per un motivo ben preciso: Creare un’alternativa a questo sistema che non è più in grado di garantire il benessere delle persone. Se ora ci mettiamo a parlare dei violenti e di come si doveva prevenire il tutto non andiamo da nessuna parte”.

Fonte: Corriere Adriatico

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