Giubileo, Papa Francesco apre la Porta Santa

Cinquantamila in piazza San Pietro per l’inaugurazione dell’Anno Santo. Bergoglio attraversa la soglia di San Pietro accompagnato da Benedetto XVI. Alla cerimonia anche Mattarella e Matteo Renzi

Roma, 8 dicembre 2015 – E’ una Roma superpresediata quella che ha accolto oggi la cerimonia di apertura del Giubileo: 10mila telecamere in tutta la città, 2mila solo in Vaticano. Varchi aperti dalle 6.30 in piazza San Pietro, dove i 50mila fedeli accorsi si sono sottoposti agli scanner dei metal detector per entrare nella ‘zona rossa’. Ne erano attesi 100mila.

Le operazioni di afflusso si sono svolte senza intoppi e in tutta tranquillità, fatta eccezione per qualche disagio dovuto alla pioggia. Oltre 2mila gli agenti messi in campo dal piano preparato da questura e prefettura per scongiurare il rischio di attentati terroristici, mentre dall’alba sul cielo della Capitale è in vigore la no fly zone. Più che l’azione di gruppi organizzati si temeva il gesto di qualche ‘lupo solitario’.

APERTA LA PORTA SANTA – Papa Francesco ha iniziato la celebrazione della Santa messa intorno alle 9.30 (presenti anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Matteo Renzi tra altre autorità). Poco dopo il rito di apertura della Porta Santa, salutato dalla folla con uno scroscio di applausi. Bergoglio ha pronunciato le parole di rito, “apritemi le porte della Giustizia” quindi, com’era annunciato, ha attraversato la soglia della Basilica seguito da Benedetto XVI (FOTO), primo pellegrino dopo il Santo Padre. Commovente l’abbraccio tra i due Papi che ha preceduto l’ingresso in San Pietro. In tarda mattinata l’Angelus dedicato all’Immacolata, “icona sublime della misericordia divina che ha vinto sul peccato”. Intorno alle 16 Bergoglio si è poi recato in piazza di Spagna, dove ha pronunciato una preghiera alla Vergine.

ABBANDONARE LA PAURA – “Compiamo questo gesto (aprire la Porta Santa ndr), tanto semplice quanto fortemente simbolico, che pone in primo piano il primato della grazia”. Il pontefice ha voluto sottolinearlo fin dall’inizio dell’omelia. “Dobbiamo anteporre – ha detto – la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia”. Da qui l’invito ad “abbandonare ogni forma di paura, perché non si addice a chi è amato: viviamo, piuttosto, la gioia dell’incontro con la grazia che tutto trasforma”. Parole che assumono un significato particolare nei giorni dell’allarme terrorismo. Infine l’esortazione a “non trascurare lo spirito emerso dal Concilio Vaticano II, quello del buon samaritano”. Finita la cerimonia, arriva l’augurio via Twitter: “Che il Giubileo della Misericordia porti a tutti la bontà e la tenerezza di Dio”.

Fonte: http://www.quotidiano.net/giubileo-roma-1.1554592?utm_source=mrsend&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter&userid=NL79407

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