Elezioni 2013, urne chiuse. Affluenza in calo.

15:00 “In house poll”, centrosinistra avanti su centrodestra, Grillo al 25%. Secondo gli “In house poll” di Coesis Research pubblicati in esclusiva da affaritaliani.it. La coalizione guidata da Pierluigi Bersani si attesta al 33 per cento, mentre quella guidata da Silvio Berlusconi al 28, Segue a ruota il Cinquestelle al 25. Molto indietro la lista Monti all’8% e Rivoluzione Civile al 4%.
Sono intenzioni di voto su interviste telefoniche. Per i primi dati reali bisogna attendere le proiezioni del Viminale.

LA DIRETTA >>

Alle 15 del 25 febbraio si chiudono le urne per le elezioni politiche, che rinnovano il Parlamento italiano. Subito dopo lo spoglio, a partire dal Senato, dopo la Camera. In Lombardia, Lazio e Molise si vota anche per le Regionali (lo spoglio martedì 26). .

Affluenza in calo alla chiusura dei seggi alle 22 di domenica. Per la Camera i votanti sono stati il 55,17%, degli aventi diritto rispetto al 62,55% registrato nel 2008. Il calo è quindi stato del 7,38%. Tendenza inversa, invece alle regionali. Trainati dalle politiche, i votanti in Lombardia sono cresciuti dell’8,5%, Lazio +10%, Molise +2,1%.

25 feb – Beppe Grillo è stato l’unico dei leader a votare lunedì 25 invece di domenica. Dopo aver votato Grillo è uscito con la matita in mano: è dovuto tornare indietro e restituirla agli scrutatori: “Volevo vedere se è veramente copiativa”, ha detto, riferendosi alle polemiche causate domenica da alcuni attivisti Cinquestelle che invitavano a umettare le matite con cui si vota per sicurezza. Grillo ha commentato:”Ho detto solo di inumidirle, non di leccarle”.

24 feb – Tre ragazze a seno nudo del gruppo Femen hanno contestato Silvio Berlusconi non appena è entrato all’interno del seggio di via Scrosati a Milano. “Basta Berlusconi, basta Berlusconi” hanno urlato le 3 ragazze, con scritto lo slogan sul petto nudo. Immediata la reazione delle forze dell’ordine. 

E’ un Parlamento che sarà certamente diverso da quello attuale per almeno due ragioni. La prima: sono tre le coalizioni che si contendono il primato dei seggi. Il centrosinistra, che ha espresso Pierluigi Bersani candidato premier dopo le primarie di coalizione; il centrodestra, con il ritorno di Silvio Berlusconi che, però, non sarà in caso di vittoria il candidato premier a fronte di un accordo con la Lega, tornata alleata del Pdl; il centro raggruppato intorno al nome di Mario Monti, che non è in lista, ma è il premier indicato dalla coalizione che lo sostiene. La seconda è l’ingresso certo in Parlamento del movimento Cinquestelle di Beppe Grillo e probabilmente della lista Rivoluzione Civile con a capo l’ex magistrato Antonio Ingroia.

Lo spoglio è previsto subito dopo la chiusura delle urne di lunedì 25, ma per le regionali di Lombardia, Lazio, Molise si spoglia martedì 26. In queste tre regioni si vota, oltre che per le politiche, per il rinnovo dei consigli regionali dopo lo scioglimento anticipato delle tre giunte. In Lombardia la sfida più sul filo di lana tra Umberto Ambrosoli, candidato del Patto Civico di centrosinistra e il segretario della Lega Roberto Maroni, candidato di centrodestra. Ed è proprio la Lombardia, insieme alla Sicilia, la regione chiave per la composizione del prossimo Parlamento: è dall’esito elettorale soprattutto di queste due regioni che verrà fuori la maggioranza parlamentare a cui toccherà governare il Paese.

22 feb – Ultima giornata di campagna elettorale prima del silenzio, obbligatorio, alla vigilia del voto del 24 e 25 febbraio. Il clou è il comizio di chiusura dello “Tsunami tour” di Beppe Grillo in piazza S.Giovanni a Roma, Anche  Bersani chiude la campagna nella capitale, mentre Monti a Firenze. Silvio Berlusconi ha invece deciso di non partecipare al comizio di chiusura a Napoli. All’ex premier, a quanto si apprende, sarebbe stato sconsigliato di andare per i problemi causati da una forte congiuntivite e dovendo poi partecipare all’appello finale in tv, Berlusconi si collegherà con Napoli per un videomessaggio
 

20 feb – Oscar Giannino, fondatore di Fare e candidato premier, annuncia su Twitter: “Dimissioni irrevocabili da presidente in Direzione. I danni su di me per inoffensive ma gravi balle private non devono nuocere a Fare” . “E’ una regola secca: chi sbaglia paga – continua Giannino in un altro tweet – Deve valere in politica e soldi pubblici, io comincio dal privato. Ora giù a pestare dx, sx e centro!”. Giannino ha ammesso di avere mentito in merito ai suoi titoli di studio falsi. E’ stato Luigi Zingales, cofondatore di Fare, ad aprire il caso lasciando il movimento dopo avere scoperto che Giannino non aveva frequentato alcun master alla scuola di Business di Chicago, dove Zingales insegna.
Ospite a Le invasioni barbariche, Giannino conferma che il suo nome rimane in lista – anche per ragioni di tempi tecnici – e che se Fare raggiungesse la soglia per entrare in Parlamento, cederà il suo seggio.

19 feb – Prosegue la campagna elettorale “a distanza” tra i candidati premier. Ormai è certo che un confronto tv non ci sarà, ma SIlvio Berlusconi, Pierluigi Bersani e Mario Monti si preparano a una “grande abbuffata” in tutte le emittenti: sia da ospiti singoli, come a Porta a Porta o a Otto e mezzo (a cui però Berlusconi ha deciso di non andare), sia con la formula delle interviste separate e mandate in onda in sequenza. Il più contrario Mario Monti, che ha tuonato contro gli avversari dicendo che evitando il confronto si trattano gli elettori italiani come “minorati”.

18 feb – Sfida tv su Canale 5 per Mario Monti, Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani, giovedì 21 febbraio a partire dalle 21.10 nel corso di una prima serata speciale a tre giorni dalle elezioni. Non è però un confronto, ma si tratta di tre interviste separate ai leader, nell’ordine suddetto (Monti – Berlusconi – Bersani) deciso per estrazione avvenuta alla presenza dei delegati dei tre candidati e ripresa dalle telecamere. Le immagini dell’estrazione sono state mandate in onda nel corso del Tg5. Monti ha fatto un appello a Bersani e Berlusconi per chiedere un confronto a tre in tv: “Mancano pochissimi giorni al voto, davvero volete sottrarre ai cittadini italiani il diritto di formarsi un’idea sulla base di un confronto diretto tra i candidati? Onorevole Berlusconi, Onorevole Bersani, non facciamo questo”. Difficilmente però accadrà, per motivi opposti: Bersani si è sempre detto disponibile a un confronto, ma che includesse tutti e 6 i candidati premier; Berlusconi lo vuole limitare a un duello con Bersani escludendo Monti. Beppe Grillo invece ha rifiutato di apparire in diretta domenica 17 su SkyTg24 e collegato dal suo “Tsunami tour”, preferendo il contatto nelle piazze. Dura la risposta di Sky.

Fonte: http://notizie.virgilio.it/politica/elezioni-politiche-2013-camera-senato.html

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