Cupra, terremoto politico

La mia esperienza politica è iniziata nel 2009 come consigliere comunale, e per i primi cinque anni di amministrazione, seppur non supportato da una delega formalmente riconosciuta, ho fatto, già da allora, quello per cui avevo deciso di mettermi in gioco:lavorare per la comunità. Mi sono interessato soprattutto di eventi, attività e progetti, attinenti il sociale, la cultura e i giovani, collaborando in particolar modo con il direttivo della Consulta Giovanile, assieme al quale in questi anni ho lavorato in maniera instancabile e continuativa, dando spazio ad iniziative ed idee di ampio respiro.

E’ stata una responsabilità che ho assunto fin dall’inizio in maniera seria, con i piedi ben saldi a terra. Può succedere a vent’anni, se si è ancora un pò incoscienti, di staccare i piedi da terra perchè è più affascinante il cielo. Ma la “poltrona” non deve alterare o cambiare la personalità e l’essenza di quello che intimamente si è, perché è proprio quello che spinge i cittadini ad avere fiducia nei propri amministratori.

Ho poi capito quanta importanza ha l’ascolto. I cittadini vanno ascoltati. Il tempo passato ad ascoltare un cittadino, non è mai tempo sprecato. E’ il momento della condivisione, dello scambio di idee, del confronto e l’occasione preziosa per spiegare alle persone come stanno veramente le cose su alcune questioni, a dispetto di altre versioni dei fatti, che in un paese vengono messe “spontaneamente” in circolazione.
Sono stati cinque anni indimenticabili, proprio perché capisci quanto ti arricchisce umanamente, nonostante ostacoli e difficoltà, lavorare per e con la tua comunità. Proprio ripensando ai tanti sogni e idee realizzate, e a tutte le persone, giovani e adulti, con i quali ho lavorato e ai loro occhi pieni di speranze ed entusiasmo, ho deciso dopo le iniziali titubanze, di ricandidarmi. In questo ultimo anno e mezzo da Assessore, ho cercato di lavorare con caparbietà e passione, sugli ambiti che mi erano stati assegnati, ma sempre nell’interesse del mio amato paese.

E’ stato un anno impegnativo, ma vi assicuro, meraviglioso e indimenticabile. Ho cercato di trovare la nota giusta per provare a cambiare davvero le cose per vedere la felicità al posto della rassegnazione, negli occhi di chi non credeva o sperava più le cose potessero cambiare. Le mie dimissioni da Assessore e consigliere del Comune di Cupra Marittima, vogliono ricordare proprio questo. Le motivazioni che mi hanno spinto a prendere le distanze dall’attuale Amministrazione, saranno ufficializzate nei prossimi giorni. Sono motivazioni serie, valide, forti e anche, forse facilmente deducibili. E ci sarà sicuramente chi cercherà di strumentalizzarle a proprio piacimento.

Siete sempre stati in tanti a sostenermi e ringraziarvi e abbracciarvi ad uno ad uno, sarebbe impossibile.
Grazie ai miei amici, ai miei affetti che ci sono sempre, a tutti coloro che hanno impreziosito questa esperienza e soprattutto a tutti quelli che hanno creduto in me e che spero continueranno a farlo.
Grazie a i dirigenti e dipendenti comunali (in particolar modo quelli dei miei settori di riferimento) per il supporto, l’ascolto e la collaborazione.
Ringrazio di cuore la Pro Loco per il prezioso e indispensabile supporto, i commercianti, i giovani, il direttivo della Consulta Giovanile, i Presidenti di quartiere, le associazioni, l’Acot, i titolari degli stabilimenti balneari e gli operatori turistici tutti, presso i quali ho trovato sempre disponibilità, collaborazione, voglia di fare, incoraggiamento, fiducia e sostegno.

Infine sento di dover ringraziare i cittadini tutti, perché mi hanno manifestato il loro attaccamento alla nostra terra e il desiderio di vederla migliore. Ringrazio anche i colleghi di giunta.

E proprio per rispetto a loro, non avendo la possibilità di soddisfare le loro legittime aspettative nell’attuale situazione amministrativa, ritengo doveroso dimettermi.
Continuerò ad impegnarmi per il mio paese, con la stessa passione e impegno che mi hanno sempre animato, con lo stesso amore per Cupra.
C’è un enorme bisogno di piccoli o grandi atti di coraggio per cambiare le cose. E che cos’è un atto di coraggio, se non un atto d’amore?
Io non metterei proprio la parola “fine”. Anzi.
Perchè “finché l’ultima battuta non è stata pronunciata, il sipario non può essere calato.”

Fonte: http://www.rivieraoggi.it/2015/09/28/208515/cupra-terremoto-politico-si-dimettono-gli-assessori-cerolini-e-vagnoni-serve-atto-di-coraggio/

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