Secondo quanto riportato dal Global Road Safety Partnership, ogni giorno muoiono 3400 persone. La maggior parte nei Paesi poveri, nonostante l’utilizzo della metà dei veicoli esistenti al mondo. Lo sa bene chi vive in Africa, dove ogni giorno ne muoiono 38. E viene dall’Africa CrashDetech: app per smartphone, operativa durante la guida, in grado di misurare la forza di gravità attraverso il movimento, e quindi l’impatto. L’applicazione, ideata da un’azienda sudafricana, localizza l’evento e chiama automaticamente il primo centro di emergenza disponibile e più vicino, in grado di inviare personale medico. Non solo, insieme al grido d’allarme, arrivano al personale medico i dettagli sanitari utili del guidatore: possibili allergie e gruppo sanguigni.

L’intervento tempestivo fa la differenza. Soprattutto nelle aree rurali, dove è altamente probabile non essere neanche individuati. L’app ha messo insieme 113 centri di supporto medico su tutto il territorio sudafricano in grado di rispondere alle chiamate di emergenza, dando quindi un’ampia possibilità di intervento.

Le cifre sono impressionanti. Il Global Road Safety Partnership ricorda che ogni 30 secondi gli incidenti stradali uccidono una persona. Ogni anno 1.25 milioni perdono la vita al volante. Numeri talmente drammatici da aver portato le Nazioni Unite a dichiarare gli anni compresi tra il 2011 e il 2020, “il decennio dell’azione per la sicurezza delle strade”, garantendosi l’impegno di più di 100 Paesi a ridurre gli incidenti mortali. Il sudafricano Jaco Gerrits, realizzatore dell’app, in un’intervista alla Cnn ha commentato: “E’ un problema di salute globale. La velocità di risposta e di intervento in un incidente può fare la differenza.”

Lanciata sei mesi fa, CrashDetech al momento ha già raggiunto 3mila sottoscrizioni e si prevede un incremento di oltre 500mila, grazie anche a una massiccia operazione di marketing. Ad esempio, presso le aziende che la danno in dotazione come benefit. E per chi non ha un’assicurazione sanitaria, e in Africa se ne contano a migliaia, Gerrits promette il lancio di un servizio in più che possa arrivare a coprire, con dei costi minimi, le spese di degenza e cura. Il progetto è ambizioso e non si vuole fermare ai confini afrcani, promettendo di raggiungere anche l’Australia e gli Stati Uniti.

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