Contro la crisi? Dormite

Per ripartire si sa c’è bisogno di staccare, di spegnere. E quale miglior momento, se non l’inizio di un nuovo anno, per riabilitare abitudini vecchie ma sempre valide, che aiutano a ripartire di slancio e che, garantiscono gli esperti, fanno bene al corpo, alla mente e pure al portafogli? Stiamo parlando del bistrattato pisolino. La siesta, la pennichella, il riposino, insomma quei benedetti 20 minuti di sonno i cui effetti benefeci abbiamo sperimentato tutti in questi giorni di vacanze natalizie, quando, stremati da rendez-vous affollati e pranzi luculliani, abbiamo ritemprato membra e sinapsi sul divano di casa.

Ebbene, signori, il pisolino fa bene all’impresa e può essere un’arma anti-crisi. Ce lo assicurano da qualche tempo gli scienziati di ogni latitudine, tanto che sempre più multinazionali hanno ceduto alla “nap room”: 20 minuti ad occhi chiusi basterebbero ad aumentare del 40% la creatività e del 30% le prestazioni, oltre a migliorare l’apprendimento.

Non solo: stando ai dati della Sleep Foundation, la perdita in produttività dovuta alla mancanza di riposo è stimata in 18 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti.

D’altra parte non può certo essere un caso se multinazionali di successo del calibro di Google, Nike e Microsoft hanno creato delle apposite stanze relax per permettere ai propri dipendenti di ronfare a proprio agio.

E in Italia? Da noi la consuetudine della siesta in ufficio è ancora mal vista nonostante, va sottolineato, sia perfettamente lecita. La Cassazione ha infatti stabilito che non costituisce motivo di licenziamento.

Il problema è che allungare lo schienale della sedia o sdraiarsi su un divanetto è per noi italiani fonte di imbarazzo. Tanto che siamo l’unico Paese in cui non esistono ancora bar, ristoranti e locali attrezzati oltre che per la pausa pranzo anche per il riposino (a pagamento s’intende).

Alcuni confessano di utilizzare degli escamotage: chiudono a chiave la propria stanza e si accasciano sulla scrivania oppure fingono di uscire per un caffè e invece si rintanano nella stanza sul retro.

Secondo Michel Tiberge, neurologo del centro del sonno di Tolosa: “L’essere umano è programmato per addormentarsi verso le due del pomeriggio. A quell’ora l’attenzione cala e gli occhi si fanno pesanti. Un sonnellino tra i dieci e i trenta minuti può aiutare a far ritrovare energia e creatività. Non solo: a lungo termine aiuta anche a preservare il sistema cardiovascolare e la memoria”.

Insomma, l’impiegato che russa alla scrivania è simbolo di produttività, non di lassismo. Ora dovete solo spiegarlo ai vostri capi.

Fonte: http://www.affaritaliani.it/economia/siesta-ufficio050115.html

Share the joy
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Autore articolo:

La tua email non sarà visibile.