Balotelli, il nero d’Italia

L’eroe dalla pelle nera, che ha abbattuto la Germania con una micidiale doppietta, è nato in Italia, a Palermo, ma è diventato italiano soltanto nel 2008, al compimento dei 18 anni di età. Così vuole la micidiale legge n.91 del 1992, che detta le regole sulla cittadinanza, e la speranza, adesso, è che anche le imprese di Supermario aiutino a darle una spallata.

La storia di Mario Balotelli vale la pena di essere rammentata. Nasce nel quartiere di Borgo Nuovo, a Palermo appunto, da due emigrati ghanesi, Thomas e Rose, il 12 agosto del 1990. I genitori si traferiscono poi a Bagnolo Mella, in provincia di Brescia, abbandonando il figlio in ospedale. Sarà il personale medico ad accudire Mario fino all’età di due anni. Nel 1993 la famiglia Balotelli di Concesio, sempre in provincia di Brescia, ottiene l’affidamento del bimbo dal Tribunale dei minori.

Mamma Silvia, che il giocatore è corso ad abbracciare e baciare dopo il match con i tedeschi, lo fa crescere d’accordo col marito assieme a Giovanni, Corrado e Cristina, i tre figli naturali della coppia. Poiché il suo affido non era stato trasformato in adozione, Mario deve aspettare la maggiore età perché il sindaco di Concesio gli possa concedere, con tanto di cerimonia ufficiale, la carta d’identità italiana. Era il 13 agosto del 2008.

Fa effetto, inutile negarlo, vedere che, nello sport più popolare e più amato, sia un nero la punta di diamante degli Azzurri. Nel Regno Unito, in Francia, persino in Germania, non ci fanno più caso, da noi è un evento. Anche perché, a differenza che negli altri paesi, noi di neri dalla classe cristallina ne abbiamo intercettati pochi, sinora. Mi vengono in mente soltanto la lunghista Fiona May, e il velocista-lungista Andrew Hove: classe di cristallo, quest’ultimo, ma gambe dello stesso materiale, purtroppo, che ne stanno condizionando la carriera.

Tornando a Balotelli (davvero ben fatto, a proposito, il servizio andato in onda la sera del 29 giugno, per il Tg di La7) non sono d’accordo che i cori nei suoi confronti siano sempre e comunque razzisti. Mario è ancora psigologicamente acerbo, spesso guascone, talvolta sleale nei confronti degli avversari, e le antipatie se le attira, non solo in Italia, ma anche in Inghilterra dove gioca. La speranza è che questi campionati Europei, e Prandelli in particolare, che lo cura molto da vicino, lo stiano aiutando a crescere anche come uomo.

Curioso, poi, che ad affiancare SuperMario, vi sia il vero genio della squadra Azzurra, Andrea Pirlo, di origini sinti e rom. Una sorta di nemesi contro il razzismo, come fa notare il gruppo umanitario Everyone, che quattro anni fa denunciò i tifosi ultrà che lo minacciarono. In conclusione, un bel po’ di sangue meticcio farebbe un gran bene al nostro sport e insieme alla convivenza e all’integrazione. Ai Campionati europei di Atletica leggera, in corso ad Helsinki, il 18 per cento dei nostri atleti è naturalizzato italiano. Mai così tanti, ha fatto notare Andrea Bongiovanni, in un focus pubblicato dalla Gazzetta dello Sport: è la prima esibizione dell’Italia multietnica.

I NUOVI ITALIANI
di Corrado Giustiniani

Fonte http://www.ilmessaggero.it/blog/corrado_giustiniani/balotelli_il_nero_ditalia/0-11-1480.shtml

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