Ancona, dissesto Banca Marche

Ancona, dissesto Banca Marche
piano di salvataggio a rischio

di Claudia Grandi

ANCONA – Banca Marche, è a ostacoli il percorso verso il salvataggio. A preoccupare sono le parole pronunciate in un’audizione al Senato da Salvatore Maccarone, presidente del Fondo Interbancario di tutela dei depositi. Lo scoglio principale all’intervento del Fitd si chiama Commissione Ue al cui esame c’è l’operazione di salvataggio di Banca Marche, CariFerrara e Banca Etruria.

L’interlocuzione tra l’Italia e Bruxelles è al momento serrata ma, ha rivelato ieri Maccarone, piuttosto complicata. Il nodo è l’eventuale interpretazione dell’intervento del Fitd su BdM e le
altre banche, come aiuto di Stato. “Un ostacolo grave”, lo ha definito il presidente del Fondo. “Non sembra che i contatti dell’Italia con la Commissione stiano riuscendo a superare le obiezioni Ue”, ha rivelato. Se non si superasse l’ostacolo, “la sorte di queste banche sarebbe tragica”, ha aggiunto.
Insomma, senza il via libera della Ue, l’operazione salterebbe.

“Noi – ha detto – potremmo reagire alla interpretazione erronea della Commissione ma i nostri malati, nel frattempo, sarebbero defunti”. E, senza il salvataggio degli istituti in crisi, si rischierebbe uno “scossone per l’intero sistema bancario”. Ma non c’è solo la Ue ad impensierire. Occhi puntati anche sull’iter di approvazione del decreto che recepisce la direttiva europea in materia di crisi bancarie. “Senza il decreto – ha sottolineato Maccarone – il salvataggio non ce lo fanno fare”. L’atto, la cui approvazione è prevista per metà novembre, permetterebbe di utilizzare la partecipazione di altri soggetti al salvataggio, convertendo in capitale i bond subordinati: “In quel
caso – ha commentato Maccarone – con la partecipazione potenziale di altri accanto a quella del Fondo, il rischio con la Ue si attenuerebbe, non so dire se verrebbe eliminato”.

Il Fitd, ha ricordato il presidente, ha deliberato interventi “imponenti, per circa 2 miliardi” per il salvataggio di Banca Marche, CariFerrara, Banca Etruria e CariChieti. In alternativa, ha precisato Maccarone, il costo per rimborsare i depositi garantiti sarebbe di 12,5 miliardi (7,5 solo per BdM). “Questi miliardi non li abbiamo e non li avremo mai”, ha detto Maccarone.

Mercoledì 28 Ottobre 2015, 12:29 – Ultimo aggiornamento: 12:44
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